Tagli alle RSA, un altro attacco al welfare trentino

Tagli alle RSA, un altro attacco al welfare trentino

Ancora tagli perpetrati dall’attuale amministrazione provinciale di Trento. Stavolta ai danni delle ex case di riposo previste dalla delibera del luglio scorso della Giunta. Non verranno, infatti, finanziati oltre 5 milioni di euro nel giro dei prossimi tre anni. Come non essere d’accordo con il rappresentante dell’associazione Arof del Trentino, che sottolinea «è impensabile che nel bilancio della Provincia di 4,5 miliardi non sia possibile trovare poco più di un milione per garantire diritti, tranquillità, dignità e benessere degli anziani ricoverati».

Questa decisione creerà un netto e preoccupante ridimensionamento dei servizi proposti dalle Residenze Sanitarie Assistenziali. Si tratta di un errore gravissimo perché la vita dei cittadini non deve né può essere oggetto di spending review. A tal proposito, mi preme sempre ricordare l’articolo 32 della Costituzione Italiana, ai sensi del quale «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».

D’altronde, non è la prima volta che la Provincia di Trento colpisce la Sanità pubblica. Anzi, si parla di un taglio generale di ben 100 milioni di euro con un conseguente impatto negativo sugli ospedali trentini. Ecco tre esempi: stop alle assunzioni di chirurgi a Rovereto; chiusura del reparto di chirurgia nel fine settimana a Borgo Valsugana (mentre negli altri giorni l’orario di lavoro va dalle 8 alle 20); impossibilità di reperire il pediatria a Cavalese.

Ed ora anche il taglio del finanziamento provinciale alle case di riposo. In attesa dei prossimi. Tutto ciò naturalmente stride con quanto, invece, è stato speso per la costruzione del Museo delle Scienze, ovvero 70 milioni di euro (senza contare i costi di gestione). Come se per la PAT conti di più addobbare al meglio la “cultura” piuttosto che garantire l’assistenza sanitaria alle fasce più deboli della società, giacché ogni degente pagherà in media 20 euro in più al mese.

C’è un pensiero, però, che mi conforta: le elezioni provinciali sono lontane “solo” poco meno di tre mesi. Ed il Movimento Cinque Stelle ha appena cominciato la propria offensiva, insieme ai tantissimi che si sono stancati di scelte amministrative assai discutibili e per niente inclini alla tutela delle classi più disagiate, così da dare alla Provincia di Trento la svolta di cui ha bisogno. – di Gian Piero Robbi

Comunicato ripreso da La Voce del Trentino – Trentino – L’Adige – LaValsugana.it

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