Andrea Maschio sulla questione dei padri separati che non riescono a pagare gli assegni familiari

Andrea Maschio sulla questione dei padri separati che non riescono a pagare gli assegni familiari

Negli ultimi giorni la stampa si è occupata del problema dei padri separati che, causa crisi, non riescono più a pagare gli assegni di mantenimento alla ex moglie e per questo rischiano addirittura sanzioni penali. Situazioni spesso gravissime per le quali urge trovare soluzioni concrete. Sul tema ecco l’intervento del consigliere comunale di Trento Andrea Maschio: «Siamo di fronte ad una vicenda paradossale. I numeri ci dicono che negli ultimi anni il numero dei padri che non riescono a pagare l’assegno familiare perché la crisi li ha lasciati senza il becco di un quattrino è aumentato vertiginosamente. Si tratta di persone che non è che non vogliano pagare, ma che semplicemente non possono più farlo perché non hanno più la disponibilità di denaro che avevano al momento della separazione, e in qualche caso hanno persino perso la casa nella quale vivevano. Purtroppo la giurisprudenza tende a favorire sempre e comunque la madre e ad indicare nel padre colui che dovrà pagare gli alimenti, e se questi non lo fa, a prescindere dalla ragione, egli verrà perseguito penalmente, col bel risultato di distruggere, oltre all’onorabilità dell’individuo, anche le residue speranze di potersi risollevare. Si tratta di un meccanismo tanto impersonale quanto subdolo al quale ritengo sia necessario mettere mano al più presto. Se è sacrosanto che il coniuge più forte paghi gli alimenti a quello più debole, la prassi non può essere di assumere a priori che il secondo sia automaticamente la madre. Infatti non è sempre così, oggi più che in passato. Oltre a questo, prima di perseguire qualcuno penalmente perché non paga, andrebbe verificato con cura se ciò avvenga per dolo o per effettiva necessità congelando il pagamento degli assegni per il periodo della verifica, altrimenti il rischio concreto che si corre è scoprire dopo anni che effettivamente una persona non può pagare gli alimenti ma si ritrova comunque sul groppone un pregresso di pagamenti ante verifica tale da schiacciarlo finché vive».

Uff. Stampa
M5S Trentino

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