Attacco alla Costituzione e legge elettorale

Attacco alla Costituzione e legge elettorale

Le elezioni politiche di febbraio hanno restituito un Paese frammentato ma soprattutto hanno confermato l’inadeguatezza della legge elettorale vigente – la cosiddetta Porcellum – nel dare un governo stabile ai cittadini, traducendo il voto in investitura.

Tant’è che è successo ciò che tutti noi sappiamo: il fallimento di Pierluigi Bersani – che avrebbe voluto allearsi ad ogni costo con il Movimento Cinque Stelle, dimenticandosi la nostra coerenza di non scendere a patti con nessuna forza politica di vecchio stampo – e l’avvento dell’esecutivo di Enrico Letta, voluto dal rieletto Giorgio Napolitano, che unisce i due avversari di sempre, PD e PDL, dimostrando di essere due facce della stessa medaglia arrugginita.

L’attuale legge, tra l’altro, nasconde malamente una grossa ipocrisia: tutti non la vogliono – almeno a parole – ma tutti non hanno fatto nulla per cambiarla. Già ai tempi del governo di Mario Monti il Parlamento, in vista delle elezioni, avrebbe potuto dedicare anima e corpo alla modifica della legge Calderoli, voluta inizialmente dai partiti del centrodestra italiano (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione Di Centro e Lega Nord). Invece, si è perso “tempo” ad inasprire le tasse e a svuotare le tasche degli italiani, piuttosto che porre in essere una nuova legge elettorale per dare al Paese non solo un governo stabile ma anche coerente dal punto di vista dell’impianto politico.

All’indomani di quanto successo alla fine di febbraio, tutti i politici – sia da una parte che dall’altra – hanno dichiarato dovunque e all’unisono la necessità di una nuova legge elettorale per l’Italia, soprattutto in considerazione che il nuovo esecutivo si sarebbe retto su una maggioranza flebile, soprattutto in Senato. Ma sono state tutte “chiacchiere e distintivo“.

La prova – che gli italiani devono assolutamente sapere – è data dal fatto che il Parlamento ha respinto la risoluzione del Movimento Cinque Stelle con cui si prevedeva la revisione della legge elettorale. Insomma, un modo per dare il la alle modifiche necessarie per donare al Paese la possibilità di avere una vera governabilità.

Ma i partiti, quelli che da tempo succhiano il sangue ai cittadini, chiamandosi ogni tanto in modo diverso così da non dare l’impressione di essere sempre gli stessi, hanno detto no ed hanno ancora una volta posticipato la discussione, nonostante che la Corte di Cassazione abbia di recente emesso un’ordinanza per rinviare alla Consulta la decisione sulla costituzionalità della legge elettorale, riconoscendo che – come ha giustamente scritto il deputato del M5S Riccardo Fraccaro – “il premio di maggioranza e l’esclusione del voto di preferenza sono lesivi dei principi di uguaglianza del voto, di rappresentanza democratica e del diritto alla scelta del corpo elettivo“.

Considerato ciò, sarebbe opportuno che PDL, PD-L e tutti gli altri gettino la maschera e dicano le cose come realmente stanno: a loro il Porcellum piace. Ed il motivo è semplice: senza il voto di preferenza, possono permettersi di piazzare nelle liste tutti gli uomini che vogliono, dimostrando che i partiti sono strutture oligarchiche, dove non conta il merito quanto l’investitura dall’alto.

Ed è questa una vergogna che bisogna urlare ai quattro venti, affinché la gente sappia – ma, in realtà, comincia già a saperlo – che non cambierà assolutamente nulla finché le solite facce gestiranno la cosa pubblica come se fosse propria.

Ma il Movimento Cinque Stelle non mollerà affatto la presa, perché portavoce di milioni di italiani che ne hanno le scatole piene di essere presi in giro dai politici parolieri, mentre ogni giorno devono fare i conti da un lato con i frigoriferi vuoti e dall’altro con una sfilza di tasse da pagare.

Soprattutto in un periodo particolare come questo, in cui i mestieranti della politica hanno intenzione di rivedere il procedimento aggravato come se la Costituzione fosse una legge ordinaria – da cambiare a piacimento – e non l’atto normativo fondamentale su cui si regge l’Italia.

Se non è colpo di Stato questo…

Gian Piero Robbi

Pubblicato su Lagarina.it – TrendoToday Citynews

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