Caro Sen. Tonini del Partito Dinosauro

Caro Sen. Tonini del Partito Dinosauro

È facile prendersela con Beppe Grillo per i membri dei partiti “dinosauro”; perché vorrebbero fare passare il messaggio che la responsabilità di quanto sta avvenendo nel sistema politico italiano sia il MoVimento 5 Stelle e il suo fondatore. In realtà, gli italiani ben sanno che lo sfascio a cui stiamo assistendo da tanti e troppi anni è stato generato da una casta politica che ha come fine il proprio consolidamento e la tutela degli interessi di parte, tutti uniti sotto un’unica bandiera. E sanno anche che il MoVimento 5 Stelle nasce proprio dalla rabbia e dalla stanchezza nei confronti di PDL, PD, ecc., incapaci di recepire le domande che provengono dai cittadini.

Se la politica avesse fatto il proprio mestiere, ovvero perseguire il bene comune, il M5S non avrebbe avuto alcuna ragione di esistere. Detto ciò, è fastidioso leggere dichiarazioni come quelle del senatore Giorgio Tonini del PD: “Grillo si lascia andare ad attacchi irresponsabili che non risparmiano neanche il presidente della Repubblica”.

Ora, è forse irresponsabile alzare la voce contro i soprusi perpetrati dai partiti ai danni degli italiani? E cosa mai può esserci di così irresponsabile nel dire che siamo stati ridotti al verde da Parlamenti che hanno pensato più a parlare e a scontrarsi piuttosto che a realizzare le riforme necessarie?

E, poi, perché non si dovrebbe criticare Giorgio Napolitano? Perché tutti gli altri sì e lui no? E forse una figura sacra e inviolabile che deve essere immune dalle critiche? Siamo o non siamo in una democrazia in cui vige la libertà di manifestare il proprio pensiero, finanche attaccare il Capo dello Stato?

Al M5S Tonini rimprovera anche di essere demagogo e populista. Ed è assurdo ricevere questo genere di attacco da membri di quei partiti che da un lato dicono – a titolo di esempio – che l’omofobia è brutta e poi varano una legge in cui viene tutelato il diritto ad essere omofobo almeno con le parole. Oppure da chi sostiene che bisogna aiutare le imprese a non chiudere e a creare lavoro e, al contempo, s’impone il pagamento dell’IMU a chi possiede un capannone e che sia opportuno alzare la percentuale dell’IVA. Non è questa una colossale presa per i fondelli?

Infine, il solito paragone tra Grillo e Berlusconi. Stucchevole. Anche perché l’unica uguaglianza suffragata dai fatti è proprio quella tra PDL e PD. Comunque, ciò che sta accadendo in queste ore non potrà non consolidare nei trentini il desiderio di fare “tabula rasa” e di cominciare a dire basta ai giochetti politici già il 27 ottobre prossimo, quando si andrà a votare per il rinnovo della PAT.

Perché, a tutto c’è un limite. Ed il limite è stato abbondantemente superato.

di Gian Piero Robbi

Ripreso dal Trentino

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