Circoscrizioni di Trento al capolinea?

Circoscrizioni di Trento al capolinea?

A prescindere dall’esito, stasera il Consiglio Comunale di Trento affronterà un tema amministrativo e politico assai rilevante: se le dodici Circoscrizioni siano utili o meno.

Sì, perché il consiglio sarà chiamato ad approvare o a rigettare la delibera della consigliera Giovanna Giugni sull’abolizione dei consigli di quartiere.

Difficilmente si arriverà alla maggioranza necessaria per eliminare le circoscrizioni (con tutti gli effetti del caso, perché chiuderebbero tutti gli uffici circoscrizionali che offrono servizi utili ai cittadini), in quanto occorreranno ben 34 voti e il centrosinistra, ad esempio, è spaccato.

La proposta della Giugni, però, merita attenzione.

Non perché noi del Movimento Cinque Stelle la sosteniamo ma perché mette al centro della discussione politica e amministrativa la necessità dirivedere quest’importante collante tra i cittadini, i propri rappresentanti e il Comune.

Innanzitutto, noi siamo contrari all’abolizione delle Circoscrizioni. Le consideriamo, infatti, come uno strumento fondamentale che, più di tanti altri, ha le potenzialità per applicare al meglio il concetto di democrazia diretta.

Infatti, a differenza del Consiglio Comunale, è evidente che un consiglio di quartiere possa affrontare in maniera più specifica le problematiche quotidiane dei residenti di un determinato territorio, per via del numero più ridotto dei destinatari dell’attività amministrativa.

Tuttavia, le Circoscrizioni, così come sono attualmente organizzate, non vanno. In primis, perché le competenze dei consiglieri di quartiere sono insufficienti per permettere un reale decentramento dei poteri (forse perché i consiglieri comunali sono gelosi delle proprie facoltà?).

Poi, perché ogni cittadino deve avere la possibilità di partecipare alle assemblee circoscrizionali, opportunamente comunicate, in maniera volontaria e gratuita, così da rendersi conto della funzionalità della democrazia diretta perché alimenta lo spirito politico, velocizza le procedure burocratiche, elimina tutti i difetti delle partitocrazie, bypassa la mediazione dei dinosauri della politica.

E ancora, il M5S ritiene che ogni circoscrizione non debba essere presieduta da un presidente nominato ad hoc (con relativa indennità) ma ad uno o più consiglieri comunali a turno che risiedono in quel determinato territorio così da portare al comune le progettualità, gli umori e i malumori dei residenti, accentuando così il rapporto tra rappresentati e rappresentanti.

In pratica, le Circoscrizioni di Trento possono colmare quel vuoto di rappresentatività che avverte ogni cittadino trentino (e italiano), usufruendo di uno degli strumenti più antichi del mondo: la democrazia diretta.

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