Dubbi e perplessità sul nuovo quartiere Le Albere di Trento

Dubbi e perplessità sul nuovo quartiere Le Albere di Trento

Egregio direttore,

dopo cinque anni di lavori – è stato inaugurato, a Trento, il nuovo quartiere “Le Albere”, costruito nell’area che appartenne agli stabilimenti Michelin. In pratica, si tratta di un complesso di case (oltre 500), uffici, negozi, spazi culturali e aree congressuali tutte unite dal “filo verde”, ovvero dalla “Green Economy”.

Sviluppato da Castello SGR e progettato dal celebre architetto genovese Renzo Piano, “Le Albere” hanno l’ammirabile scopo di dotare la città di Trento di un quartiere a misura d’uomo dove non si respira lo smog ma la cultura. Tuttavia, non è detto che sia tutto oro quello che luccica, nonostante le splendide parole provenute dal mondo della politica (provinciale, locale e nazionale).

Perché sono vari i punti da approfondire per capire se “Le Albere” rappresentino davvero una “rivoluzione” o nascondano al proprio interno i soliti pasticci all’italiana. Innanzitutto, occorre fare una precisazione non di poco conto. Il quartiere “va venduto”. Necessita gente che compri o affitti gli immobili e che li attivi (in questo caso il riferimento è soprattutto agli uffici e i negozi). Lo sanno, infatti, pure i bambini che stiamo vivendo – anche se Trento è spesso descritta come una sorta di “isola felice”un periodo nero e non da ieri ma da un bel po’ di tempo a questa parte. Una crisi che, di riflesso, riguarda soprattutto il settore immobiliare.

Proprio qualche giorno fa, ad esempio, sono stati diffusi i dati relativi all’andamento del mercato immobiliare nei primi tre mesi del 2013. Ebbene, il segno prevalente è sempre il “meno”. Meno 13,8% per essere precisi. Insomma, si corre il rischio che gli appartamenti del quartiere “Le Albere” abbiano la stessa possibilità di essere venduti o affittati nel giro del “breve periodo” dei gelati in pieno inverno sulle Alpi.

Morale della favola? Il pericolo di essere di fronte all’ennesimo caso di “spreco del denaro pubblico” è in agguato anche per quanto riguarda il nuovo quartiere verde trentino, inaugurato in pompa magna e assunto come modello per quanto riguarda la collaborazione tra pubblico e privato. In pratica, per potere rendere “Le Albere” popolato, occorre che trentini (e non) facoltosi decidano d’investire in immobili e attività commerciali, nonostante il periodo spinga più al risparmio che alla spesa.

Da cui deriva un altro neo di questo nuovo complesso residenziale: essere destinato al ceto medio/alto. Ovvero “Le Albere” potrebbero generare una sorta di “ghettizzazione” sui generis, dove sono i ricchi a “rinchiudersi” e a separarsi dal resto della città, muovendo l’economia “fra di loro”, anche (e soprattutto) a causa della posizione periferica del quartiere.

Infine, l’eterno dilemma quando avvengono simili inaugurazioni e congestioni tra pubblico e privato: cui prodest? Chi sono davvero coloro che beneficeranno di questa nuova realtà residenziale?

Non certo la cittadinanza trentina presa nella sua totalità che, è anzi, parte attiva nella spesa, visto l’esborso di soldi pubblici. I soliti noti, qualcuno direbbe. Quei soliti – politici e imprenditori – che magari stanno utilizzando la bellezza del concetto di “green – economy” per raggiungere la finalità di sempre: rimpinguare le tasche mentre tutti gli altri si faranno un giro in bicicletta o spingeranno i propri bambini sulle altalene.

Lettera pubblicata su Il Corriere del Trentino

Robbi ex Michelin

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