Fibra Ottica: Tanti, troppi dubbi

Fibra Ottica: Tanti, troppi dubbi

A sentire la maggioranza provinciale l’ultima frontiera degli investimenti pubblici trentini sarà la banda larga, anche se la Giunta ha intrapreso una strada del tutto difforme da quanto indicato a suo tempo dal Consiglio Provinciale (ordine del giorno 35). Oltre a quanto speso fin ora ci si prepara a nuovi investimenti per quasi 70 milioni di euro, con l’intenzione di portare la fibra ottica a gran parte della popolazione del Trentino. Se da un lato il M5S ritiene fondamentale per lo sviluppo trentino ed italiano garantire a tutti l’accesso alla banda ultralarga, dall’altro l’imponente mole di denaro pubblico che ci si appresta a spendere richiede la massima vigilanza, affinché le potenzialità insite allo sviluppo dell’accesso a tecnologie di ultima generazione non vadano a disperdersi nelle purtroppo consuete pratiche di discutibile gestione del denaro pubblico.
Proprio in quest’ottica e con questo spirito il consigliere Filippo Degasperi ha presentato una serie di interrogazioni per far luce su alcune situazioni che lo hanno lasciato fin qui perplesso: “Per prima cosa non c’è ancora la necessaria chiarezza su chi può fare cosa. Da un lato abbiamo l’AD di Trentino Network, Alessandro Zorer che dichiara che il servizio pubblico non può più effettuare interventi diretti sulla rete e deve limitarsi ad affittare la fibra agli operatori privati. Dall’altro abbiamo situazioni come quella di Brunico o di Brennercom in Alto Adige, dove società del tutto o a prevalenza pubblica non solo posano la fibra ma vendono addirittura il servizio. Ma come è possibile questo? O Zorer si sbaglia o Brennercom è fuori legge, in ogni caso bisogna vederci chiaro”.
Degasperi ha dei dubbi è anche sul rapporto fra PAT e Telecom Italia: “La Provincia e Telecom Italia avevano costituito la società NGN per posare la fibra in tutto il Trentino. Poi l’Unione Europea bocciò l’operazione ravvisando una violazione delle norme sulla concorrenza nel fatto che la Provincia si fosse direttamente scelta il socio. A quel punto Telecom acquistò le quote di NGN in possesso della PAT pagandole addirittura più del loro valore. Questo a fronte dell’impossibilità conclamata da parte di NGN di raggiungere lo scopo sociale. Vorremmo capire il senso di questa operazione, anche per tacitare i dubbi che sono sorti in molti anche riguardo le conclusioni facilmente ipotizzabili in merito al vincitore della gara che la PAT bandirà per l’ultimo miglio della rete, che a quanto si capisce verrà realizzato valorizzando il rame (una tecnologia già vecchia) e quindi, inevitabilmente, chi nella rete in rame ha uno dei propri più importanti asset”.
Infine Degasperi vuole capire come si ponga l’ente pubblico nei confronti degli operatori delle telecomunicazioni ai quali fornisce la fibra ottica: “A quanto si capisce dalle dichiarazioni dell’AD Zorer, Trentino Network affitterebbe la fibra ad operatori come Vodafone, ecc. i quali a loro volta offrirebbero il servizio ai privati. Ci sono in questa versione circostanze che non convincono e vorremmo capire quanto tragga effettivamente Trentino Network dagli affitti in questione. Perché di sicuro la controllata provinciale fornisce la fibra agli operatori privati i quali, di sicuro, fanno profitto grazie ad essa, e di sicuro ciò è possibile grazie agli ingenti investimenti di denaro pubblico della Provincia. Quello che non si capisce è se l’ente pubblico stia valorizzando l’investimento fatto oppure se metta i soldi e basta. Se così fosse si tratterebbe di una scelta discutibile, che a nostro giudizio richiederebbe interventi immediati”.

Ufficio Stampa
Movimento 5 Stelle Trentino

 

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