Gli F35 visti da dentro

Gli F35 visti da dentro

Egregio direttore Pierangelo Giovanetti,

In questi tempi si sono dette tante cose sulla vicenda F35: questione ideologica o ideale (guerra, pace, armi per la pace, pace armata, ecc…) per cui non è questo il tema; sono state dette tante cose sulla questione economica, ma neanche questo il tema. Vorrei proporvi una riflessione che deriva dal vedere come sono fatte queste meraviglie tecnologiche da dentro (ma perché non ne portano uno al MUSE? Tanto, milione più, milione meno…).

Una delle questioni che mi hanno impressionato e che è stata divulgata da parecchio tempo, è stata evidenziata da Gianandrea Gaiani (docente all’Istituto Superiore di Stato Maggiore interforze, direttore di “analisi Difesa”, editoriale sole24ore, ecc…) già in un articolo del febbraio 2012: “Con l’F-35 saremo totalmente nelle mani di Washington. Acquisiremo sì alcune tecnologie, ma non l’hardware. Poniamo per assurdo che tra vent’anni decidessimo d’usare questi aerei, non dico contro gli USA, ma contro un paese alleato degli USA o comunque in una missione sgradita a Washington. Il sistema computerizzato dell’aereo, il suo cuore elettronico, è accessibile esclusivamente agli statunitensi”.

E qui si pongono le mie riflessioni: veramente vogliamo subappaltare il nostro sistema di difesa aereo (di conseguenza difesa marina, ecc…) agli USA? Se si, chi l’ha deciso? Questa considerazione inquadra la strategia di difesa almeno per i prossimi 30 anni, senza che i cittadini ne vengano informati e/o coinvolti. Con quale faccia tosta il Ministero della difesa vuole andare davanti al Consiglio Europeo a dicembre per presentare il programma “more Europe on Defence”? Ma veramente questi nostri politicanti (mi rifiuto di chiamarli politici) pensano che in Europa siano tutti fessi o che si lascino incantare dalle dichiarazioni di “vibrante soddisfazione” per il programma improntato?

Già, la vibrante soddisfazione; chissà cosa ne pensa il nostro amato Capo Supremo delle Forze Armate di questo progetto in fase avanzata; dopo averci donato perle di saggezza, storia, cultura e varia umanità per un anno e mezzo sull’unità d’Italia, la sua indipendenza e la sua sovranità, qualcuno gli ha spiegato qualcosa? Magari non lo sa, forse fanno le cose ‘a sua insaputa’, quasi quasi gli mando una mail. Da buon noneso mi domando: se dobbiamo cedere la nostra sovranità difensiva e operativa, perché non danno a noi dei soldi invece che tirarli fuori?

Ma continuiamo con i riferimenti: “F35 serve per la difesa dell’Italia” : questa è la frase che sentiamo pronunciare con incessante frequenza dai nostri amati governanti: è … come dire… faccio fatica a trovare i termini, ma il Fantozzi della Corazzata Potemkin ha certo trovato l’espressione più aderente alla realtà.

Nel confronto del 22/07/2013 – Unomattina – il sottosegretario alla Difesa Sen. Roberta Pinotti, trovandosi a confronto con Gaiani, ha soltanto balbettato frasi del tipo ‘stiamo valutando’…”il dibattito è aperto’… ‘nomineremo una commissione di cui Lei spero farà parte’, sapendo di trovarsi di fronte un esperto in grado di rispondere a tono.

La stessa umiltà non c’è stata da parte del Ministro della Difesa Mario Mauro nell’audizione in commissione del 23/07/2013 (ma non si parlano?) che ha invece insistito sulla questione dell’apparato di difesa; probabilmente sapeva di trovarsi di fronte a dei politici e non a dei tecnici.
Infatti la definizione stessa di F-35 è “single-seat, single-engine, fifth generation multirole fighters under development to perform ground attackreconnaissance, and air defense missions with stealth capability“: è facile intuire che si tratta sostanzialmente di un aereo d’ATTACCO, che riveste ruoli di difesa in una piccola fetta dell’operatività, cioè la difesa preventiva verso terra.

Avrei ancora tante cose da dire in merito, (F-35 in Europa, ecc..) ma per questioni di spazio mi fermo. Sarò forse un po’ cattivo, ma da un po’ di tempo sento salire dalle profonde e secrete stanze del potere un terribile olezzo.

Giorgio Pier Francesco Corbani, M5S

Lettera inviata il 9 agosto – non pubblicata
PS. il giorno 12 agosto è stata invece pubblicata la lettera in allegato a firma di Francesco Benedetto

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