Il rumore assordante dei convogli e l’inezia della politica

Il rumore assordante dei convogli e l’inezia della politica

Nonostante il periodo elettorale faccia apparire ogni intervento (servizi tv e foto protesta) una strumentalizzazione, mi permetto di segnalare ai lettori che fin dal 2007 un gruppo di cittadini di cui faccio parte ha investito il Consiglio Comunale, l’Assessorato all’Ambiente e il Sindaco di Trento quali garanti della salute pubblica e della sicurezza degli edifici, della questione relativa al transito di treni merci a velocità inaccettabili per un centro abitato. Tale passaggio origina 3 ordini di problemi che, con il passare del tempo e l’evoluzione dei mezzi utilizzati, sono divenuti insopportabili.

Innanzitutto c’è il rumore assordante che i convogli (sempre più moderni, sempre più pesanti e sempre più veloci) provocano con conseguenze scontate sulla qualità della vita per i residenti. Nessun sindaco o assessore si è mai preoccupato di inviare un tecnico ad effettuare delle rilevazioni. Il motivo è evidente: i dati sarebbero talmente preoccupanti da rendere indifferibile un intervento drastico di chiusura della ferrovia per tutelare la salute (cosa già avvenuta in Veneto).

C’è poi la questione della staticità degli edifici. In prossimità dei binari (penso alle zone di via Verdi e via Canestrini) sorgono edifici risalenti ai primi del ‘900 che quotidianamente ricevono sollecitazioni pari a terremoti di piccola entità. La situazione è precipitata dopo che le traversine di legno sono state sostituite con quelle in calcestruzzo e i passaggi a livello sono stati eliminati. Nessun sindaco o assessore si è mai preoccupato di effettuare verifiche di qualche genere ma una semplice visita agli scantinati sarebbe già più che sufficiente.

Da ultimo il tema sicurezza. Tutti si sono dimenticati di quanto successo a Viareggio. Treni lanciati a velocità folle (100-120 km/h) in pieno centro rappresentano una bomba innescata. I convogli che transitano trasportano materiali di tutti i generi (soprattutto nessuno sa cosa trasportino). Sarebbe sufficiente uno scambio difettoso o un assale arrugginito per provocare il finimondo a 300 metri da piazza Duomo. Anche su questo fronte nessuno si è mosso.

L’assessore Marchesi che, come il suo predecessore Pompermaier, come il suo principale Andreatta e come il presidente della Provincia Pacher, appare ogni volta stupefatto dell’esistenza del problema, parla solo ed esclusivamente di barriere antirumore. Ricordo che le barriere sono previste solo per alcuni tratti urbani ma non per tutti. Inoltre è evidente che le barriere non sono la soluzione per i problemi di staticità e di sicurezza. Quando si affronta questo tema gli amministratori parlano sempre di interventi futuribili e irrealizzabili (prima la giustificazione era il Boulevard di Bousquets, oggi il Tunnel del Brennero) come giustificazione per le loro inadempienze, per la loro inerzia e per il disinteresse sempre dimostrato.

Dimenticano che, da ultimo, il Consiglio Comunale il 29 marzo 2012 ha impegnato il Sindaco ad emettere un’ordinanza che limiti la velocità dei convogli rimasta ad oggi lettera morta. L’assessore Marchesi poi, dal 19 marzo 2013 non ha ancora trovato il tempo e la voglia per rispondere ad un’interrogazione del cons. Maestranzi relativa agli interventi (non) previsti per la zona di corso Buonarroti.

Per evitare che anche il 2013 termini con un nulla di fatto, mi permetto di segnalare al Sindaco e all’assessore Marchesi che, senza ricorrere ad ipotesi fantasiose di interramenti e circonvallazioni, esistono soluzioni semplici, poco costose e immediatamente realizzabili. La prima è l’adozione dei cosiddetti “smorzatori di rumore” ovvero sistemi di mitigazione dei rumori e delle vibrazioni applicati ai binari come quello sperimentato in Provincia di Bolzano (e voluto dalla Provincia di Bolzano) con un costo pari ad un terzo rispetto alle tradizionali barriere.

La seconda è il rallentamento dei convogli. Né Andreatta né Marchesi ci hanno ancora spiegato in base a quale ragionamento il profitto delle compagnie ferroviarie che trasferiscono i TIR fino al Brennero debba prevalere sulla salute dei cittadini. Faccio notare che Rail Traction Company spa, una delle maggiori responsabili del transito dei merci a velocità inaccettabili, è di proprietà dell’Autostrada del Brennero (che ne controlla il 94,79% via STR Spa), società in cui la Provincia Autonoma di Trento dovrebbe rivestire un certo peso. E’ quindi destituito di fondamento il pretesto, sempre opposto ai cittadini, in base al quale gli enti locali (Provincia e Comune di Trento) non abbiano voce in capitolo sul tema velocità. Per come funzionano le cose in Trentino, sarebbe sufficiente una telefonata urbana, da piazza Dante a via Berlino.

Lettera pubblicata da Valsugana.it – Trentino

via lavisotto

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