ITEA: bocciata la mozione del M5S

ITEA: bocciata la mozione del M5S

Nel silenzio mortificante dell’intera maggioranza è stata bocciata questo pomeriggio la mozione sul destino di ITEA, presentata dai consiglieri 5 stelle Bottamedi e Degasperi. Compatta la minoranza, che ha contribuito a stimolare un dibattito altrimenti assente.

É evidente che a nessun partito della maggioranza interessa ragionare sulle sorti di un Istituto, quello delle case popolari, che ha vissuto in questi ultimi dieci anni una metamorfosi preoccupante, partita con la trasformazione in Società per Azioni (UNICO caso in Italia!)  e proseguita con enormi perdite finanziarie causate dalle imposte sulla casa che una società di diritto privato non può esimersi dal non pagare (nonostante il maldestro tentativo parlamentare del senatore Panizza).

Nell’ultimo anno ITEA sembra ormai congelata e destinata ad una ingloriosa fine, surclassata dal nuovo strumento immobiliare del Fondo Social Housing, peraltro impegnato finora nel mero salvataggio di imprese edili sull’orlo del fallimento, con acquisti immobiliari fuori mercato. Il Piano straordinario decennale approvato nel 2007, che prevedeva la costruzione di 9000 alloggi, è rimasto sulla carta e non si intravede alcuna prospettiva di concretizzazione, posto che nel bilancio 2014 della PAT sono stati stanziati per ITEA solo 10 milioni di euro per le manutenzioni straordinarie. Nulla è stato stanziato per nuovi alloggi.

Il disegno di smantellamento di ITEA è chiaro, e ce lo conferma lo stesso Assessore Daldoss che, in Aula, non chiarisce gli obiettivi e le scelte della Giunta, ancora sospesa tra la speranza della soluzione parlamentare (impossibile e inaccettabile) di equiparazione fiscale di ITEA SpA agli Istituti di case popolari del resto d’Italia, e la ritrasformazione di ITEA in ente pubblico (ma come non si sa).

Pur avendo la mozione fornito alla Giunta una soluzione pratica per riportare ITEA nell’alveo del diritto pubblico, risolvendo anche il serio problema della ricollocazione dei dipendenti assunti con contratto di diritto privato (che potrebbero essere assunti dal Centro per i Servizi Condivisi, fornendo servizi a ITEA), la maggioranza si è espressa con voto negativo sia sulla premessa che sul dispositivo.

È chiaro che parlare della gestione fallimentare di un ente storico e glorioso, parlare degli enormi sprechi che sono derivati dalla scellerata decisione di trasformare un ente pubblico in SpA, parlare di politiche sociali sulla casa e di un diritto universale dell’uomo, non è sufficiente per stimolare l’interesse della maggioranza e la sua adesione a soluzioni logiche e razionali.

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