La nuova Bondonland

La nuova Bondonland


Quotidianamente veniamo informati dal consigliere-delegato Maestranzi in merito agli ipotetici progetti da sviluppare sul Bondone. Progetti che sembrano delle pure boutade senza i dovuti approfondimenti tecnici ed economici. Si pensi ad un campo da golf in quota, in prossimità di un biotopo, al di là del costo iniziale soprattutto ci si domanda quale sia il business plan che permette di capire il rapporto costi/benefici e sopratutto quali possano essere le prevedibili perdite e da chi sarebbero coperte.
Ma alle critiche il Delegato risponde “Prima di criticare bisogna conoscere i progetti” beh mi permetta consigliere ma sono solo almeno sei mesi che chiediamo di vederli ed è quotidiana la promessa di esporli. Certo il 2018 si avvicina e le nostre ipotesi di utilizzo della delega per una campagna elettorale prende sempre più forma. Vedremo alla fine come andranno le elezioni e che fine farà il Monte Bondone.
Inizialmente si era parlato di rilanciare la montagna della città cercando di valorizzare le sue prerogative ed unicità. Si è parlato di ecosistemi, biotopi, soluzioni ecocompatibili, ecosostenibili e a basso impatto ambientale. Di condivisione e partecipazione della cittadinanza nella determinazione delle scelte che si vogliono portare avanti per lo sviluppo della “montagna della città”.
Poi sono iniziati i fantomatici incontri con gli “attori” del Bondone e qui la medaglia si è girata.
Gli splendidi presupposti e gli impegni presi sia con il Consiglio che con la cittadinanza sono stati accantonati.
Non entrando nel merito dei progetti proposti, di cui non siamo degni di averne i dettagli e peraltro presentati sempre come idee da inserire nel tanto atteso Masterplan del Bondone e pertanto passibili di variazioni continue, ci soffermeremmo sulla metodologia di lavoro utilizzata fino ad ora.

Il giorno 11 gennaio 2017 veniva deliberato in Consiglio di attuare un’istruttoria pubblica per il progetto della funivia con l’impegno di:

1) realizzare una pagina web del sito del Comune di Trento dove sarebbero stati inseriti tutti gli studi, valutazioni e proposte fatte per lo sviluppo del Bondone e per la realizzazione della funivia che lo colleghi alla città,

2) organizzare una serie di serate, coinvolgendo anche esperti di varie tematiche (ambientali, turistiche, geologiche, …), aperte alla cittadinanza dove si sarebbe dovuto presentare l’idea di sviluppo della montagna, alcuni progetti di massima attuabili ed analizzare con la cittadinanza quale piega dare al futuro della nostra montagna.

Purtroppo nulla di tutto questo è stato fatto.

Ancora una volta ci troviamole scelte e le proposte calate dall’alto e sbandierate ai quattro venti senza quel coinvolgimento del singolo cittadino che ieri lo stesso Ass. Stanchina evidenziava come indispensabile e necessario per operare nel e per il bene comune.
Ci eravamo già esposti più volte esprimendo quanto fosse importante coinvolgere nel merito la cittadinanza al duplice fine di renderla edotta dello stato dell’arte e di raccogliere le esigenze reali della popolazione.
Le risposte date da Maestranzi ai commenti negativi dei cittadini che vengono pubblicate sui quotidiani sono sempre piccate e infastidite e, a chi critica le idee da lui proposte, viene risposto che non si è capito, non di è guardato, non ci si è informati, il progetto è buono e noi facciamo quel che ci pare.
Eh no, mio caro consigliere. Non è questo il suo incarico di delega. Lei ha il dovere non solo di fare proposte e di incontrarsi con chi è a favore delle sue opinioni ma anche di confrontarsi con chi mette in discussione quanto da lei ipotizzato. Il confronto deve essere fatto con tutte le parti anche con quelle che la criticano. Ed in merito al doversi informare le ricordiamo che è compito suo esplicitare tutti i dati ed i criteri che possono rendere realizzabile quanto proposto. Troppo comodo continuare a chiedere finanziamenti prima 50.000 per uno studio sul Bondone poi dire che sono indispensabili una serie di studi di fattibilità per ogni idea buttata li. Allora avevamo ragione noi a proporre con quella somma un concorso di idee che avrebbe garantito un lavoro di equipe tra professionisti e avrebbe messo sul piatto idee e progetti già analizzati in merito alla fattibilità ed al contabilità di realizzazione e gestione. Ma lo avevamo proposto noi e questo ovviamente non piace.
Esigiamo che gli impegni presi con il consiglio e con la cittadinanza tutta vengano mantenuti e che si inizi realmente a valutare assieme ai veri attori del Bondone (i Trentini), non solo con gli esercenti ed imprenditori della zona, il futuro sviluppo per la nostra montagna.

Andrea Maschio
Marco Santini
Paolo Negroni
Consiglieri comunali M5S Trento

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