La proposta del M5S per azzerare IRAP e addizionale regionale IRPEF a favore delle imprese e famiglie trentine

La proposta del M5S per azzerare IRAP e addizionale regionale IRPEF a favore delle imprese e famiglie trentine

Oggi si è tenuta al conferenza stampa di presentazione della proposta del M5S per l’azzeramento dell’IRAP per tutte le imprese e professionisti e dell’addizionale regionale IRPEF nella Provincia di Trento a partire dal 2015. I portavoce Filippo Degasperi e Riccardo Fraccaro insieme a Cristiano Zanella del Movimento 5 stelle Trentino, hanno illustrato alla stampa e al pubblico i dettagli e le spiegazioni, con numeri alla mano, dei contenuti di un’apposita mozione presentata questa settimana da Degasperi in Consiglio Provinciale. La proposta del M5S potrà articolarsi anche in altre azioni successive a quella odierna, come degli emendamenti all’imminente discussione della finanziaria di assestamento e la raccolta firme per una petizione.

DATI ECONOMICI
Secondo il rapporto Paying Taxes 2014 di World Bank Group il nostro Paese, su 189 economie analizzate, è al 138° posto per pressione fiscale, con un’imposizione media per azienda di circa il 65% dei profitti, superiore di oltre 20 punti rispetto al resto d’Europa e del mondo. Secondo il Wall Street Journal l’enorme peso delle tasse su aziende e lavoratori è una delle principali cause per la scarsa crescita dell’Italia negli ultimi 10 anni, che è addirittura la più bassa tra i 34 Paesi dell’area OCSE.
Il Trentino non smentisce purtroppo la tendenza nazionale. Il suo PIL è andato via via calando anche nel 2012 e 2013 (rispettivamente -2% e -1,2%) e la produzione delle imprese è in costante discesa. Parallelamente la disoccupazione è aumentata oltre ogni peggiore aspettativa, toccando livelli mai visti intorno al 7%. Non da ultimo, la Camera di Commercio di Trento da gennaio 2009 ha rilevato un calo progressivo di iscrizioni al registro delle imprese al netto delle cancellazioni.

mozione-no-IRAPspiegazione-volantino-no-IRAPCOSA DICONO GLI ESPERTI
Lo studio “Analisi e Raccomandazioni sui Contributi Pubblici alle Imprese”, commissionato nel 2012 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e condotto dal prof. Giavazzi, ha dimostrato empiricamente come i contributi alle imprese, ad eccezione di quelli per la ricerca e innovazione, sono di fatto una spesa rivelatasi inefficace per la crescita. La maggior parte di tali contributi sono improduttivi o distorsivi del mercato. Lo stesso studio suggerisce, come strumento per la ripresa economica, il loro taglio per operare una detassazione generale alle imprese. Una diminuzione della spesa pubblica nel complesso è efficace per lo sviluppo economico solo se è operata nella direzione di una diminuzione della pressione fiscale.

PRESUPPOSTI ECONOMICI E GIURIDICI
– La Provincia autonoma di Trento spende ogni anno circa 400 milioni di euro di contributi alle imprese ed enti economici privati sia a bando, che automatici e per operazioni ad hoc (spesso di natura immobiliari). Di questi solo una piccola parte, stimata in meno di 50 milioni di euro, è riservata alla ricerca, innovazione e risparmio energetico.
-> Secondo il bilancio previsionale PAT 2015 il gettito IRAP e addizionale IRPEF ammontano rispettivamente a 116 milioni e 91
milioni di euro.
-> Recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno confermato che, con riguardo ad IRAP e addizionale regionale IRPEF, ai sensi dell’art. 73 c.1-bis dello Statuto di Autonomia (d.P.R. n. 670 del 1972) la Provincia di Trento gode di uno spazio proprio di manovra sulla gettito delle stesse, con possibilità anche di azzerarne le aliquote.

LA NOSTRA PROPOSTA
Seguendo le più avanzate ricerche in materia e l’evidenza empirica, la nostra proposta è:
-> eliminare parte dei contributi non destinati a ricerca, innovazione e risparmio energetico, per azzerare IRAP e addizionale regionale IRPEF a tutte le imprese, professionisti e persone fisiche.

CONSEGUENZE
Come noto l’IRAP colpisce l’utile d’impresa, il costo del lavoro e l’indebitamento, mentre l’addizionale regionale IRPEF il reddito
prodotto dalle persone fisiche, dai titolari di reddito d’impresa e di quote in società di persone. L’azzeramento di queste imposte
comporterebbe per le imprese un immediato aumento della liquidità e della competitività mentre per le famiglie una maggior della capacità di spesa. Creerebbe inoltre le premesse per attrarre sul territorio imprese nazionali o internazionali con conseguente aumento dell’occupazione. In particolare la misura determinerebbe un risparmio pari a:

1) 800 euro/anno in media a dipendente (per un’impresa senza dipendenti il 3-4% sugli utili);

2) 180 euro/anno a persona (compresi neonati).

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