L’acqua è di tutti. Ecco perché chiediamo trasparenza

L’acqua è di tutti. Ecco perché chiediamo trasparenza

L’acqua non è un bene privato. Appartiene a ognuno di noi, perché senza di essa non ci potrebbe essere la vita.

Sembrerebbe una constatazione banale ma, in realtà, dal concetto universale di “acqua pubblica” ne derivano tanti altri, tra cui uno che sta riguardando da vicino i cittadini di Trento: la “trasparenza”.

Sì, perché ben sapete che il Comune trentino, guidato da Alessandro Andreatta, ha deciso di essere protagonista di un paradosso: acquistare da Dolomiti Energia, l’acquedotto. Sul tavolo una cifra esorbitante: 37 milioni di euro.

L’amministrazione di Trento, per di più, ha anche un altro obiettivo: costituire una nuova società per gestire l’acqua e i rifiuti.

Il Movimento Cinque Stelle non è in sé contrario all’operazione. Ci sono, però, delle cose che bisogna urgentemente rendere – per l’appunto – “trasparenti” agli occhi dei cittadini.

Innanzitutto, è necessario sapere da chi è stato stabilito il prezzo.

Il Comune, poi, non ha l’obbligo di acquistare l’acquedotto, eppure ciò potrebbe avvenire: per quale motivo?

A proposito, invece, della società che si vorrebbe costituire per gestire l’acqua (pubblica) e la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: perché non se ne occupa direttamente l’amministrazione comunale, anziché dovere “affidare il timone” a una nuova azienda creata ad hoc?

Insomma, facendo anche riferimento all’assenza di un piano industriale sul futuro assetto societario, con il timore che potrebbero essere i cittadini a dovere pagare il prezzo di tutta quest’operazione – attraverso l’aumento delle bollette-, il Movimento Cinque Stelle chiede al sindaco Andreatta di sospendere l’acquisto e di informare i trentini in virtù del principio della trasparenza.

Per raggiungere questo scopo, inoltre, è stata già presentata, sottoscritta e consegnata una petizione con cui il M5S ha chiesto al primo cittadino di Trento di “sospendere con urgenza l’attuazione della proposta di deliberazione n. 4.2/2013” e di organizzare “un vero dibattito pubblico con durata sufficientemente esauriente”, “coinvolgendo tutta la popolazione interessata”.

E non finisce qui. Infatti, continuerà l’operazione “fiato sul collo”: saremo in diversi e chiederemo al sindaco le risposte che i trentini attendono di sapere, perché la nostra acqua non può essere pagata “a peso d’oro”…

Gian Piero Robbi

Pubblicato su LaRotaliana.it

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