Lo stravolgimento della Costituzione non interessa alla SVP

Lo stravolgimento della Costituzione non interessa alla SVP

Gentile direttore del Corriere del Trentino/AltoAdige,

intervengo in merito ad un tema fondamentale sul piano politico, che riguarda il sistema democratico e l’organizzazione istituzionale del Paese: la cosiddetta riforma della Costituzione annunciata con il disegno di legge presentato dal Governo Letta. Si tratta di un intervento di smantellamento ad ampio raggio, che interessa i punti nodali della struttura costituzionale ed investe la stessa architettura dello Stato. Mi preme, qui, porre una riflessione riguardo l’impegno dei partiti di ispirazione locale, a partire dall’Svp: lo stravolgimento della Costituzione, infatti, non può lasciare indifferenti quelle forze politiche che intendono rappresentare le minoranze, proprio perché è la nostra Carta fondamentale a tutelarle. In base all’articolo 5 della Costituzione, infatti, la Repubblica promuove le autonomie locali ed attua il più ampio decentramento amministrativo, adeguando i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. Dirò anzitutto che la presunta riforma costituzionale presentata dall’Esecutivo, in realtà un vero e proprio stravolgimento della Carta, consiste proprio in un accentramento dei poteri in capo ad un unico soggetto, quale quello individuato dal sistema semipresidenziale. È naturale che, senza una legge elettorale che garantisca la centralità dei cittadini e norme severe sul conflitto di interessi, siamo di fronte ad uno sconvolgimento dell’impianto democratico. Le finalità di questa manovra sono a dir poco allarmanti. La crisi che sta attanagliando il Paese, senza una svolta radicale nelle politiche economiche e sociali, è destinata purtroppo ad aumentare. Il MoVimento 5 Stelle propone da tempo l’unica ricetta possibile per fronteggiare questa situazione: eliminare subito le ganasce che impediscono lo sviluppo a partire dalla corruzione e dall’evasione, dai carrozzoni pubblici fonti di clientelismo e malaffare, dagli sprechi e dai privilegi delle caste e dalla mancanza di equità sociale. Il Paese ha ali più grandi del nido in cui l’hanno confinato i diversi Esecutivi che, negli ultimi anni, si sono avvicendati senza alcuna soluzione di continuità: chi è causa del problema, si sa, non può rappresentare la soluzione. Quindi, la strategia dei partiti di Governo è quella di concentrare i poteri e gestire il periodo di crisi con il pugno di ferro, favorendo una deriva autoritaria delle istituzioni.

Lo dimostra, d’altra parte, il metodo utilizzato: il Governo propone di aggirare l’articolo 138 della Costituzione, che prevede una procedura complessa per modificarla, per scardinarne con un colpo di mano i principi fondamentali e alterare gli equilibri politici e istituzionali del Paese. Va ricordato che l’articolo 138 è stato pensato proprio per i periodi di crisi, onde impedire che le difficoltà economiche servissero da giustificazione all’imposizione di regimi antidemocratici. Un golpe bianco, insomma, con il quale far saltare il sistema di pesi e contrappesi invece di distribuire compiti e responsabilità e di cominciare da subito a fornire risposte alla crisi a partire dal reddito di cittadinanza, dal sostegno alle piccole e medie imprese, dall’introduzione di misure per la crescita e la giustizia sociale. Insomma, il punto non è varare una riforma per ridurre il numero dei parlamentari, introdurre il Senato federale o rinnovare la Costituzione. L’obiettivo è quello di imporre il semipresidenzialismo per limitare, di fatto, la democrazia, con tutto ciò che ne deriva in termini di diritti, libertà e autonomie sanciti dalla Carta fondamentale. Ora, di fronte a questo enorme rischio per il Paese, per tutta la nazione, è deplorevole constatare l’assoluta indifferenza dell’Svp che si dice paladino del maggiore potere decisionale dei territori rispetto alla sovranità statale. Peggio, i rappresentati del partito si stanno rendendo complici della maggioranza e del Governo che vogliono mettere in atto questo piano palesemente piduista. Anche per tale ragione, il MoVimento che rappresento è destinato ad accrescere il proprio consenso a livello locale: oggi, le vere sentinelle della democrazia, dell’autodeterminazione dei popoli e della libertà dei cittadini siamo noi del MoVimento 5 Stelle.
Riccardo Fraccaro

Corriere della Sera
Pubblicato su: Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige

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