M5S contro il tentativo del PD di scorporare la Formazione Professionale dall’Istruzione

M5S contro il tentativo del PD di scorporare la Formazione Professionale dall’Istruzione

All’ombra del Rapporto Scuola della XIV Legislatura che rafforza concetti come la pari dignità della Formazione Professionale rispetto all’istruzione liceale e tecnica, mentre centinaia di insegnanti della si impegnano sul campo per dare sostanza ai principi della Legge Salvaterra relativi all’equivalenza del biennio del secondo ciclo e all’unitarietà verticale del percorso 6 – 16 anni c’è chi, tra i rappresentanti dei partiti che si dichiarano democratici, lavora per distruggere tutto. Snodo centrale del tentativo di scardinare il sistema duale provinciale è la proposta di scorporare la Formazione Professionale di base (quella che riguarda gli studenti tra i 14 e i 17 anni) dall’Assessorato all’Istruzione e dal Dipartimento della Conoscenza trasferendone le competenze all’Assessorato allo Sviluppo Economico. Ideatori di questa manovra sono luminari che nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale pubblica non potrebbero nemmeno ricoprire il ruolo di insegnante. Lungo tutta la campagna elettorale questi personaggi hanno lavorato dietro le quinte per mandare all’aria un percorso di crescita decennale del sistema a scapito della fascia più debole e meno difesa dell’utenza scolastica.

L’assalto è partito con il reclutamento da parte degli Enti privati di personale degradato da insegnante a “formatore”, figura del tutto assente dal Contratto provinciale che disciplina sì l’ambito degli istituti pubblici ma che, in base alle convenzioni sottoscritte, dovrebbe valere per tutti. Non si capisce bene quale sia il ruolo di tali “formatori” dato che la Legge Salvaterra, anche in tema di istituzioni paritarie, parla espressamente ed esclusivamente di “personale insegnante” per le attività svolte all’interno dei contratti di servizio e, a maggior ragione, per quelle dedicate all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Contemporaneamente, per dare soddisfazione ad ambizioni personali, per liberare gli Enti privati dai paletti che la legge provinciale sulla scuola inevitabilmente (e fortunatamente) pone in tema di organi collegiali, partecipazione democratica e standard già validi per le istituzioni pubbliche in tema di trasparenza c’è chi punta a far fare alla Formazione Professionale un salto indietro nel tempo, riportandola alla stagione in cui l’attenzione non era verso la promozione dello sviluppo educativo, culturale e professionale degli adolescenti, ma verso il semplice “addestramento”.

Questo disegno scellerato non si è al momento concretizzato, forse per merito del presidente Rossi che ha preferito avocare a sé la competenza in materia per evitare che studenti più deboli e famiglie meno consapevoli finissero dilaniate dai giochi tra partiti e politicanti. Chi non si è minimamente preoccupato di sacrificare l’uguaglianza delle opportunità sull’altare delle proprie smanie di potere sappia che in Consiglio Provinciale il M5S vigilerà costantemente affinché l’interesse di una o poche persone non prevalga sul bene comune, sulla trasparenza e sull’oculata gestione delle risorse pubbliche che affluiscono copiose nelle casse degli Enti privati gestori, purtroppo, dell’80% del servizio di Istruzione e Formazione Professionale in provincia di Trento.

Filippo Degasperi e Manuela Bottamedi

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