Mister B e le parole inutili

Mister B e le parole inutili

Egr. Direttore

Faccio riferimento alle polemiche politiche di questi giorni riguardo all’incandidabilià del senatore Silvio Berlusconi (quindi la relativa decadenza), in cui viene prospettato un ricorso alla Corte Costituzionale riguardo alla retroattività della cosiddetta legge Severino; la legge, che regola appunto l’incandidabilità e quindi la decadenza dalla carica pubblica di chi viene condannato a pene superiori a … ecc.. deve essere applicata senza se e senza ma. Questo non per questioni ideologiche o di parte, ma per questioni di diritto costituzionale.

Infatti la Corte Costituzionale si è già espressa in merito, con la sentenza num. 118 del 1994: la sentenza riguarda appunto un consigliere regionale del piemonte, decaduto dalla funzione in seguito ad una analoga legge regionale, entrata in vigore dopo che il consigliere aveva commesso i reati.

La sentenza a dire il vero è un po’ criptica, difficile da leggere per chi non abbia dimestichezza con il linguaggio dei costituzionalisti, ma voglio riportare un passo testuale facilmente comprensibile: “non appare, invero, affatto irragionevole che questa (la legge di incandabilità, ndr) operi con effetto immediato anche in danno di chi sia stato legittimamente eletto prima della sua entrata in vigore: costituisce, infatti, frutto di una scelta discrezionale del legislatore certamente non irrazionale l’aver attribuito all’elemento della condanna irrevocabile per determinati gravi delitti una rilevanza così intensa, sul piano del giudizio di indegnità morale del soggetto, da esigere, al fine del miglior perseguimento delle richiamate finalità di rilievo costituzionale della legge in esame, l’incidenza negativa della disciplina medesima anche sul mantenimento delle cariche elettive in corso al momento della sua entrata in vigore“.

Morale della favola: è costituzionalmente (socialmente, politicamente, istituzionalmente) importante avere dei politici onesti, al di là di altre norme. Tutto il clamore voluto da chi certe questioni non le conosce, fa finta di non conoscerle, o trova conveniente far finta di non conoscerle, è solo fumo negli occhi, normale propaganda senza costrutto per fini che con il bene comune dei cittadini non ha nulla da spartire.

Vorrei chiudere con una frase di Paolo Rossi (non il calciatore o il comico, ma uno dei Padri Fondatori) :”Auspichiamo, per le fortune della nostra Repubblica, l’aprirsi di un periodo in cui la legge si possa mutare e si muti solo con la legge, ed in cui la legge, finché è legge, sia religiosamente osservata“. (14/11/1947).

Giorgio Pier Francesco Corbani

Corbani

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