Mozione: Non attivare iniziative volte alla realizzazione sul territorio provinciale del progetto dell’autostrada A31 Valdastico Nord

Mozione: Non attivare iniziative volte alla realizzazione sul territorio provinciale del progetto dell’autostrada A31 Valdastico Nord

Premesso che

nel programma con cui la coalizione PATT-PD-UPT si è presentata alle ultime elezioni per il Consiglio provinciale è espressa una netta contrarietà al progetto dell’autostrada A31 Valdastico Nord;

sul piano strategico, è infatti evidente che la realizzazione di questa nuova autostrada è in contrasto con il potenziamento della ferrovia come vettore per le merci – che è invece la direzione che a livello europeo, nazionale e locale si afferma da anni di aver preso – oltre che con la Convenzione delle Alpi già ratificata dallo Stato italiano;

in Trentino tale opera viene motivata con la necessità di diminuire l’eccessivo numero di TIR che transitano sulla SS47 della Valsugana. Lo studio di Roberto Zucchetti (Università di Trento) dal titolo Documento preliminare definitivo del piano territoriale della Comunità Valsugana e Tesino del 2013 mostra con evidenza che la gran parte del traffico sulla SS47 è generato dalla valle, sia in direzione del Veneto sia, soprattutto, in direzione di Trento. Il traffico di attraversamento – quello cioè che potrebbe essere diminuito grazie alla nuova A31 – non può essere superiore a quello registrato nel punto meno trafficato dell’intera tratta da Bassano a Trento. Tale punto si trova a livello della circonvallazione di Borgo Valsugana, dove si registra (anno 2009) il transito di 1.514 mezzi pesanti al giorno (63 l’ora). Il reale numero dei TIR che percorrono la tratta da Bassano a Trento sarà logicamente ancora inferiore, in quanto non tutti i TIR che passano per Borgo Valsugana fanno il percorso completo. Tale numero è comunque da considerarsi poco rilevante e si nutrono forti dubbi sulla reale capacità di attrazione della nuova A31 visto che essa, sempre secondo lo studio di Zucchetti, avrebbe un costo generalizzato del trasporto superiore a quello della SS47 (il CGT del percorso Bassano Est-Brennero via SS47 è di 345,05 euro, mentre quello via A31 sarebbe di 351,39 euro). La realizzazione della Valdastico  non contribuirebbe quindi in alcun modo a migliorare i problemi di mobilità della zona, che sono in particolare i flussi pendolari da Trento a Pergine, dove si registra un traffico totale sette volte superiore a quello rilevato a Borgo Valsugana, e la strozzatura tra Pergine ovest (San Cristoforo) e Levico ovest (Campiello), dove c’è un lungo tratto a una corsia per senso di marcia;

sul piano socio-economico l’utilità del progetto non è stata ancora dimostrata, visto che il Progetto preliminare Autostrada Valdastico A31 Nord non contiene una analisi costi-benefici, questo in contrasto con quanto richiesto dalla normativa vigente (DPCM 3 agosto 2012 «Attuazione dell’articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228 in materia di linee guida per la valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche e del Documento pluriennale di pianificazione degli investimenti in opere pubbliche»). Il DPCM 3 agosto 2012 afferma infatti che «la valutazione ex ante delle singole opere […] viene di norma condotta applicando i principi dell’Analisi costi-benefici (ACB), come consolidati nella letteratura scientifica internazionale e dalle indicazioni metodologiche impartite dalla Commissione Europea e da altri autorevoli organismi». Ogni considerazione riguardo l’utilità o meno del progetto risulta quindi incompleta e priva di valore scientifico in assenza di una analisi costi-benefici;

secondo lo Studio trasportistico compreso nel Progetto preliminare Autostrada Valdastico A31 Nord la nuova A31 comporterebbe un aumento del traffico sulla A22 dall’innesto con la Valdastico in poi verso nord («Il  traffico  generato,  cioè  indotto dalla disponibilità della nuova infrastruttura, induce un modesto incremento di traffico sulla A22 a nord dell’innesto di Besenello, in misura decrescente verso nord e, viceversa, crescente  verso  sud, elevando al massimo di circa il 5% il grado  di saturazione»). Ciò comporterebbe un ulteriore inasprimento delle condizioni di chi vive lungo l’autostrada del Brennero, che già oggi subisce un livello di inquinamento ampiamente superiore ai limiti consentiti. Secondo iMonitraf! Annual Report 2014, infatti, le concentrazioni annuali delle emissioni di biossido di azoto (NO2) lungo l’autostrada del Brennero sono abbondantemente superiori al limite di 40 µg/m³ stabilito dalla direttiva europea 2008/50/CE, recepita in Italia attraverso il decreto legislativo n. 155/2010.

In Trentino-Alto Adige, così come in altre zone in Italia, i valori limite dovevano essere raggiunti entro il 2015. Visto che ciò non è avvenuto nonostante la proroga precedentemente concessa, l’Unione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (Procedura di infrazione n. 2015/2043 del 29 maggio 2015, concernente la qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa – Valori limiti di biossido di azoto (NO2) – Attuazione della direttiva 2008/50/CE (ex EU Pilot 6686/14/ENVI). Inoltre, nel Programma per la riduzione dell’inquinamento da NO2 elaborato dall’Agenzia provinciale per l’ambiente di Bolzano è scritto che «per poter ottenere il raggiungimento del valore limite dell’NO2 (40 µg/m³) entro il 2015 sono necessarie riduzioni delle emissioni autostradali dell’ordine del 40 – 50%».

Tale progetto sarebbe poi in contrasto con quanto deciso recentemente dal vicino Land Tirolo, che ha confermato il divieto di transito dal 2016 per gli autotreni che trasportano merci non deperibili sulla A12 incrementando così la quota di merci che viaggeranno su ferrovia.

Va poi ricordato che il Consiglio provinciale ha approvato il 9/04/2014 l’ordine del giorno n. 28/2014 presentato da Lorenzo Baratter – Controllo dell’inquinamento da biossido di azoto lungo la A22 – volto a promuovere misure per ridurre l’inquinamento lungo la A22;

la necessità per l’approvazione di tale progetto dell’intesa tra Stato e P.A.T. è garantita dagli articoli 117 e 118 della Costituzione; dall’art. 8, numeri 5), 6), 17) e 18), e dagli artt. 14 e 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); dagli artt. 19 e 20 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); dall’art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive) ed è stata confermata dalle sentenze n. 62/2011 e n. 122/2013 della Corte Costituzionale. Risulta ad oggi del tutto infondata ogni affermazione secondo cui è venuto meno il diritto di veto della Provincia riguardo il progetto della A31 Valdastico Nord,

il Consiglio Provinciale impegna la Giunta

a non prendere alcuna iniziativa volta alla realizzazione sul territorio provinciale del progetto dell’autostrada A31 Valdastico Nord.

Gruppo Consiliare Provinciale
M5S Trentino

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