“MuoverSi” tra mille difficoltà

“MuoverSi” tra mille difficoltà

A seguito della preziosa segnalazione del mio amico Mauro Baldo, vorrei portare alla luce l’ennesimo problema che riguarda i disabili. Ancora una volta mi preme dare voce ad un’ingiustizia che riguarda i disabili. È stato, infatti, recapitato – per la prima volta –  il questionario dedicato a “MuoverSi“, il servizio provinciale dei trasporti per chi è portatore di handicap. Ebbene (si fa per dire), la Provincia di Trento innanzitutto richiede ai disabili che il questionario sia obbligatoriamente compilato e inviato entro e non oltre il 10 ottobre.

Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire, il servizio di trasporto verrebbe sospeso. Ma quello che rende più basiti è il fatto che tramite il questionario l’assessorato alle Politiche Sociali richiede che il disabile sveli il motivo per cui vuole essere trasportato: lavoro, studio, volontariato o assistenza medica.

Salta agli occhi, pertanto, che chi è costretto a stare su una carrozzina non può usufruire del servizio di trasporto per attività che riguardano la propria vita sociale. Come se un uomo, una volta diventato diversamente abile, perde il diritto ad avere un’esistenza felice, perché si sa che “non di solo pane vive l’uomo“. Senza contare, poi, che il servizio potrebbe durare solo fino alla conclusione del 2014, perché la situazione economica della PAT è al collasso e si rischia di non trovare più i finanziamenti per il prosieguo di “MuoverSI” e di altre attività simili e parallele.

C’è, poi, la questione paradossale dei chilometri percorsi: ogni disabile, infatti, possiede nel corso dell’anno – in seguito al calcolo dell’ICEF – tratte chilometriche pagate con tariffa agevolata. Ma, come fa notare Mauro Baldo de ‘La Marcia Delle Carrozzine’, cosa succede se per un qualsiasi motivo che riguardi la salute, il disabile non può usufruire dei chilometri rimanenti? Ecco la risposta: vengono persi e, in più, nessuna possibilità di rimborso. Mah!

Ecco, in pratica, un’altra ragione per lottare in seno alla Provincia di Trento, dopo le elezioni di fine ottobre, a cui il MoVimento 5 Stelle si sta presentando agguerrito, con un programma ricco di “mobilitazioni sociali“, tra cui il riscatto della dignità dei disabili. Perché ciò che ne scaturisce dal questionario di “MuoverSI” è un’offesa verso chi non può godere di una vita piena e non può essere, a causa di ciò, considerato un cittadino che abbia perso la voglia di interagire con gli altri.

Perché, vi posso assicurare, non è affatto così. Il disabile non è un uomo declassato ad un essere privo di passioni e di voglia di vivere. Anzi, spesso ha più vitalità di chi può camminare sulle proprie gambe perché riconosce il valore (perduto) di un’esistenza autonoma.

Gian Piero Robbi – Movimento 5 Stelle

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