MuSe e barriere architettoniche

MuSe e barriere architettoniche

di Gian Piero Robbi, M5S – Sin dalla sua progettazione il MuSe di Trento è stato presentato come un modello d’innovazione. Una sorta di fiore all’occhiello dell’architettura “culturale” italiana, realizzata da Renzo Piano, nominato di recente senatore a vita da Giorgio Napolitano.

Un museo costato 70 milioni di euro, con un costo di gestione che sfiora i 10 milioni annui (e non è detto che li possa recuperare, avendo bisogno almeno di 200 mila visitatori in 12 mesi). Sì, perché il MuSe sarà pure avveniristico, iper-tecnologico e all’avanguardia dal punto di vista architetturale. Ma non si è pensato a far godere questa struttura ai disabili…

Le foto, infatti, parlano chiaro. Innanzitutto, una carrozzina elettrica non può transitare agevolmente sul marciapiede a causa della presenza dei pali per la segnaletica stradale e per la pubblicità. Inoltre, gli scivoli non sono stati realizzati a regola d’arte, tant’è che si rischia seriamente di ribaltare. In più, nell’area di parcheggio lo scivolo per permettere di salire sul marciapiede non è di immediata individuazione.

Badate bene, essendo disabile, non è una situazione che mi è stata raccontata da qualcuno ma che ho vissuto – ahimé – sulla mia pelle. Se non ci fosse stato mio figlio ad aiutarmi, non avrei avuto la possibilità di accedere al MuSe. Da tutto questo ne deriva un’ovvia domanda (retorica): “Con tutti i milioni di euro spesi realizzati per costruire il Museo, come mani non si è trovato il modo di renderlo anche a misura di disabile?

Si tratta naturalmente di una gravissima mancanza che cozza con il messaggio che dovrebbe essere insito al concetto di Scienza: il progresso civile. Guardate bene le immagini, tutto fuori norma!!!

Pubblicato da LaValsugana.it

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