N.O.T. Rischio alluvioni, slittamento apertura e aumento dei costi

N.O.T. Rischio alluvioni, slittamento apertura e aumento dei costi

Il Nuovo Ospedale Trento vedrà la luce e il suo completamento nel 2020. In verità i lavori sarebbero dovuti terminare in 5 anni al massimo ma, prima ancora di cominciare, la Provincia (attraverso L’Adige) ha già fatto sapere che vista la complessità’ dell’opera i lavori slitteranno di qualche anno. Certo, il principale sostenitore del N.O.T., il dott. Ugo Rossi, non avrebbe mai pensato che la zona prescelta fosse a rischio inondazioni. Il Servizio Bacini Montani è stato investito solo ora del problema e quindi, solertemente, stanno creando un gruppo di lavoro per mettere in sicurezza l’area.

Crediamo però che un ragionamento l’assessore Rossi l’avrebbe dovuto fare precedentemente, magari chiedendo prima la consulenza al Servizio Bacini Montani, e solo DOPO chiudere gli appalti. Ricordando che in Italia lo slittamento dei termini di consegna di un’opera viene sempre accompagnata dalla lievitazione dei costi, possiamo presumere che il N.O.T. non costerà ‘solo’ 1,8 miliardi di €, ma facilmente supererà, e di molto, i 2 miliardi. Impregilo ringrazia.

Ci chiediamo se il fatto che non sia stato considerata l’eventualità delle inondazioni non sia motivo di indagine della Corte dei Conti, in quanto atto sicuramente lesivo nei confronti della spesa di denaro pubblico.Tutto questo per avere un ospedale con 200 posti letto in meno rispetto l’attuale Santa Chiara e costruito con il sistema perverso del Project Financing.

Ricordiamo che il Project Financing è un sistema che sposta l’investimento a ‘semplice’ canone d’affitto, in modo da nasconderlo nel bilancio dell’ente. Questo metodo porta con sé l’aumento di costo dettato dalla quota finanziaria e la commessa di intermediazione del privato che opera dietro il castello finanziario. Ma l’effetto ancora peggiore è che porterà l’Italia ad avere un balzo del debito pubblico tra qualche anno, incalcolabile ad oggi.

Probabilmente le milionarie consulenze pagate con i soldi dei contribuenti per far avere la tripla A al Trentino hanno calcolato anche questa eventualità, ma anche fosse il contrario chi mai chiederà il conto alla società di consulenza, al dirigente responsabile e alla classe politica che ha avvallato questo scempio? La risposta l’abbiamo tutti: nessuno.

L’unica maniera per cambiare le cose è quella di voltare pagina. Votare persone che offrono il proprio impegno non per ingrassare l’amico di turno, ma per la collettività. Questa possibilità c’è. Vediamo se riusciremo a coglierla.

Il Movimento 5 Stelle promette di non continuare in questo metodo. Promette condivisione e informazione. Promette referendum nelle decisioni importanti, senza quorum e che impegni l’amministrazione alla volontà dei cittadini. E si impegna a non lasciare i territori scoperti, a non far chiudere gli ospedali periferici, a mantenere la vita possibile in tutte le valli del Trentino.

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