Non di «CIA»mo inesattezze

Non di «CIA»mo inesattezze

La campagna elettorale è finita e i cittadini meritano maggiore rispetto da parte degli eletti e non frasi di circostanza per cercare di giustificare scelte che potrebbero velare convenienza ed opportunità.
Colpiscono le continue dichiarazioni del neo eletto Consigliere Comunale Cia che annuncia la scelta di dimettersi rinunciando al gettone di presenza.
Sembra opportuno precisare che la scelta era obbligatoria per non incorrere nella decadenza da Consigliere Provinciale. Ci sarebbe poi da discutere quanto siano rispettose degli elettori la continua spola tra il Consiglio Comunale di Trento e quello Provinciale e la candidatura a un organismo che si sapeva fin da subito che si avrebbe lasciato.
Dichiarare di rinunciare al gettone lordo di 120 euro per una seduta suona come ulteriore mancanza di rispetto, tenendo conto che, come Consigliere provinciale, e credo ci si sbagli di poco, si parli di 9.800 euro di indennità, 700 euro di diaria, un ulteriore 20% di oneri previdenziali, per un totale di circa 13.000 euro più rimborsi spese.
Ma il due volte ex Consigliere comunale calca ulteriormente la mano sul fatto di rifiutare la proposta di vedersi pagata una quota dell’assicurazione sulla vita offerta dall’ente pubblico. Dimentica di precisare che l’ordine di grandezza è di circa 200 euro l’anno mentre non pensa nemmeno a rinunciare a parte della sua indennità che costa mensilmente alle casse pubbliche 13 mila euro.
Vogliamo parlare di sostanza o prendere in giro l’elettorato? Credo che il cittadino meriti maggiore rispetto. Chi ha orecchie per intendere……….

Andrea Maschio

Consigliere Comunale di Trento
MoVimento 5 Stelle

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