Ospedali “barrierati”

Ospedali “barrierati”

Qual è il colmo di un ospedale che riabilita disabili? Avere il bagno non accessibile alle carrozzelle!

Sì, lo sappiamo. Non fa ridere. Infatti, non è una barzelletta ma una triste verità che riguarda il nuovo ospedale riabilitativo di Villa Rosa di Pergine Valsugana, dove un disabile si è recato per la prima volta e ha fatto l’amara sorpresa.

Un bagno barrierato in una struttura che si occupa di rimettere in sesto coloro che hanno subito, ad esempio, un incidente stradale con traumi tragici: una colossale anomalia, non trovate?

Per dovere di cronaca, quanto sopra, è accaduto subito dopo l’inaugurazione del nuovissimo Ospedale Perginese ma mi è servito per indirizzarvi a che cosa ho dovuto assistere recentemente.

Credo che la foto parli da sola e comunque racconta che all’ospedale di Borgo Valsugana un uomo in carrozzella non può accedere all’area dedicata al ristoro. Quindi non tanto niente caffè, cioccolatini o cose simili. Ma niente acqua! Tranne se il disabile non chiede a qualcuno la cortesia o la carità di provvedere per lui. Anche in questo caso possiamo parlare di situazione abominevole.

Premesso ciò, sappiamo che Donata Borgonovo Re, da poco assessore alla Sanità della Provincia di Trento, ha avviato un’ispezione in tutte le strutture sanitarie pubbliche.

Non abbiamo, però, notizia dell’esito delle sue visite. Vorrei ricordare alla Dr. Borgonovo Re che il 18 ottobre 2013 a Cles eravamo presenti entrambi al dibattito sulla disabilità organizzato da GSH, dove, ogni candidato, ha preso un impegno specifico nei confronti della disabilità Trentina.

Curiosi, auspichiamo che l’assessore faccia valere concretamente quanto promesso durante la sua campagna elettorale, ovvero che si prodigherà per migliorare il rapporto tra i disabili e la Sanità pubblica, magari partendo dall’accessibilità, visto quello che abbiamo constatato…

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