Politici, svuotate le tasche che ora i soldi servono al popolo!

Politici, svuotate le tasche che ora i soldi servono al popolo!

Il M5s è l’unica forza politica a rinunciare ai rimborsi elettorali, rispettando la volontà popolare del referendum del 1993 che sancì l´abolizione dei finanziamenti pubblici . Alle provinciali del 27 ottobre 2013 chi voterà per il M5s contribuirà diminuire la spesa pubblica. Il M5s ha già rinunciato nel 2013 a 42 milioni di rimborsi elettorali a livello nazionale. A questa cifra si aggiungerà la restituzione della diaria, delle eccedenze degli stipendi e del trattamento di fine mandato.

A luglio in occasione del Restitution Day i parlamentari M5S hanno già restituito 1,5 milioni di Euro che sono andati ad alimentare un fondo a sostegno delle PMI in difficoltà. Se gli altri parlamentari adottassero lo stesso codice comportamentale si risparmierebbero ben altri 91 mln di Euro. Si ricorda che il rinvio dell’aumento dell’IVA di 3 mesi costerà circa quell’importo quindi ci sarebbe già la fonte di copertura, se si volesse.

In questi giorni il Governo ha proposto un provvedimento con il quale in realtà non c’è nessuna abolizione del finanziamento diretto ma solo sia un diverso modo di finanziamento (indiretto) in cui non è previsto alcun limite alle donazioni e non sono previste sanzioni per i revisori dei rendiconti dei partiti sia un prolungamento di 3 anni del finanziamento diretto. Un dispositivo che farebbe sì che le lobby si impadroniscano definitivamente dei partiti rendendo la politica dominata dai grandi capitali in cui i partiti potrebbero delinquere senza sanzioni.

Il M5S ha fatto una relazione di minoranza e ha scritto un testo alternativo che prevede i seguenti punti presentati in Aula dal deputato Danilo Toninelli:

  • Abolizione totale e immediata del finanziamento pubblico ai partiti e del cofinanziamento;
  • Limiti massimi di spesa molto ridotti per le campagne elettorali;
  • Erogazioni liberali da parte di persone fisiche e giuridiche col tetto massimo di € 5.000 annui e detrazione del 19% non del 52% come previsto attualmente. I partiti si dovranno finanziare con microdonazioni in modo da non avere per obiettivo principale il denaro diventando un’ impresa a fini di lucro a tutti gli effetti. Il denaro dei cittadini deve rappresentare solo uno strumento (e non il fine) per svolgere e rendere concrete le proprie idee orientate al bene comune incentivando la partecipazione democratica;
  • Controllo costante e reale dell’operato contabile dei partiti;
  • Sanzioni puntuali sia per i partiti che per le società di revisione dei bilanci dei partiti che commettono illeciti;
  • Istituzione fondo rotativo a sostegno PMI dove far convergere risparmi costi politica;

In tre parole: LIMITE (TRASPARENZA), CONTROLLO E SANZIONE (LEGALITA’)

Il tuo voto vale quasi un euro, ti par poco? Moltiplicalo per migliaia di voti e capirai perché hanno disatteso la volontà popolare cambiando l’etichetta del finanziamento agli apparati partitici ai danni dei cittadini in rimborsi elettorali. Queste cifre astronomiche sono soldi pubblici che vanno destinati ai servizi pubblici e alle imprese.

Visto che il nostro programma piace così tanto alle altre forze politiche, abbiano per decenza il coraggio di copiarci fino in fondo!

di Michela Ricozzi

Intervento ripreso da L’Adige
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