Scuola: risparmiare sulla pelle di insegnanti e studenti

Scuola: risparmiare sulla pelle di insegnanti e studenti

normal_new_scuola-chiusa_2764_7852Rossi non molla: i risparmi nella scuola li vuole fare sulla pelle degli insegnanti e degli studenti.

La UIL è l’unico sindacato a non firmare questo scempio. Il Movimento 5 Stelle segue con grande apprensione e preoccupazione gli sviluppi del Tavolo di contrattazione tra Rossi e i sindacati della scuola. Ormai è chiarissimo: Rossi chiede ai sindacati confederali la firma di un protocollo che prevede un piano di assunzioni dei precari e la contestuale copertura dei maggiori costi derivanti da questa operazione di stabilizzazione attraverso l’aumento dell’orario di servizio e del monte ore extracurricolare dei docenti.
Esattamente quello che temevamo, ossia il famoso SCAMBIO tanto sbandierato da Rossi anche in Aula: io assumo, ma in cambio voi insegnanti mi coprite le assenze dei colleghi, mi coprite le ore scoperte dei bambini BES, mi coprite le ore di apertura prolungata dell’edificio scolastico, eccetera eccetera.

Il piano di assunzioni, lo abbiamo detto altre volte, va fatto senza chiedere nulla in cambio ai docenti. Non è accettabile questa logica di scambio/ricatto per cui, a fronte di una doverosa stabilizzazione, Rossi pretende il peggioramento del contratto degli insegnanti. La stabilizzazione va fatta solo nella logica della continuità didattica, unica ratio che deve muovere l’assessore verso un giusto investimento di 3 milioni di euro.
La stessa Comunità europea prevede l’obbligatoria assunzione a tempo indeterminato di tutti i dipendenti precari che hanno lavorato in modo continuativo per tre anni. Il Trentino è già in procedura di infrazione e a breve verrà pronunciata la sentenza, che quasi sicuramente comporterà per la Provincia una multa salata. Intanto Rossi vuole muoversi d’anticipo facendo quello che comunque dovrà fare (ossia stabilizzare i precari), ma cercando in tempi stretti di ottenere qualcosa in cambio dai sindacati: un bel risparmio quantificabile e realizzabile con l’aumento delle ore di lavoro dei docenti.
E i sindacati che fanno? Mentre la UIL ha capito il giochetto e fortunatamente si rifiuta di firmare, gli altri sindacati, evidentemente allineati con la maggioranza e i poteri forti, seguono la linea morbida e accettano il ricatto, facendo credere ai docenti che la medicina non sarà poi così amara e che in ogni caso non ci sono altre soluzioni e alternative.
Apprezziamo la volontà e la determinazione del segretario Pietro Di Fiore e di tutto il Direttivo della UIL scuola di bloccare questo drammatico e irreversibile tentativo di peggiorare la qualità dell’offerta scolastica e didattica. La scuola non è un’azienda: è un ambiente educativo. E non si possono creare economie e risparmi sulla pelle degli insegnanti e degli studenti.

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