Se essere coerenti è una colpa

Se essere coerenti è una colpa

Sono poche e semplici le ragioni per cui mi oppongo alla “liberalizzazione” del servizio del Tagesmutter – mamma di giorno -, così come vorrebbe l’emendamento voluto dal consigliere di IDV, Bruno Firmani, e approvato in Consiglio, in attesa della discussione della legge che avverrà nel mese di settembre. Innanzitutto, perché la liberalizzazione creerebbe una concorrenza basata sull’economicità del servizio. Ciò significa che, in nome del risparmio, una famiglia potrebbe “consegnare” il proprio bambino ad un operatore senza la garanzia dello standard di qualità necessario per l’accudimento. Perché prendersi cura di un bambino significa anche garantirgli non solo un’assistenza adeguata ma anche un luogo sicuro e confortevole. Due elementi che rischierebbero di venire meno se dovesse andare in porto l’intenzione di dare a chiunque la possibilità di essere “tagesmutter”.

Come si può, infatti, pensare che qualsivoglia persona, senza i requisiti fondamentali per badare ai nostri figli, possa avere le conoscenze pedagogiche, psicologiche e gestionali per svolgere questo delicato compito?

Come anche dichiarato dalla cooperativa Il Sorriso, è grave il fatto che si voglia far approvare un secondo emendamento che, di fatto, istituirebbe un “Albo Tagesmutter” per consentire di esercitare la professione autonomamente. Mi meraviglia il fatto che la questione non abbia avuto il giusto risalto, politico e mediatico. Personalmento cercherò di monitorare la questione per portare immediatamente in risalto le manovre “furbesche” di Piazza Dante.

Non bisogna, insomma, correre il rischio – in nome della creazione di nuove opportunità lavorative – che la liberalizzazione sia l’unica soluzione, soprattutto in ambiti dove professionalità e competenza sono componenti che non si possono imparare seguendo un corso di formazione di poche ore. Auspico, dunque, che a settembre tale rischio, dettato dalla superficialità di chi lo ha proposto e di chi lo ha votato, possa essere accantonato, perché tutto ciò che riguarda i bambini non può essere soggetto a iniziative “low cost”.

di Gian Piero Robbi

pubblicato su La Voce del Trentino

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