Un gesto di carità

Un gesto di carità

Egregio direttore

Quando si parla di disabilità, spesso i politici, bagnandosi le labbra con il miele, promettono un mondo migliore, caratterizzato dal rispetto per chi non può vivere in maniera normale e dalla tutela della loro dignità. Questo soprattutto avviene quando si avvicinano le elezioni e si avverte la fisiologica necessità di mostrarsi “buoni” per accaparrare qualche voto in più.

La realtà, però, è ben diversa ed è impietosa contro chi non collega  i fatti con le parole. Come nel caso di Matteo, nome immaginario di un ragazzo disabile – che rischia di andarsene da un momento all’altro – con il desiderio di vedere il mare per l’ultima volta. La sua triste storia è stata raccontata dal quotidiano L’Adige.

In estrema sintesi, Matteo – dopo un rovinoso incidente in moto – è costretto a vivere paralizzato su una sedia a rotelle e risiede in una casa di riposo, dove è considerato un “paziente in stato vegetativo” ma riesce, comunque, a parlare e di conseguenza a esprimere i suoi desideri, come quello di andare a Marina di Massa per trascorrere qualche giorno accanto al mare. Tuttavia, questa sua volontà non può essere soddisfatta perché la Provincia di Trento gli rifiuta “qualsiasi forma di contributo o sostentamento per il viaggio e il soggiorno”.

I familiari di Matteo vorrebbero naturalmente esaudire il suo sogno ma sarebbe assai dispendioso: 250 euro al giorno per alloggiare in una clinica abilitativa che si trova nella località toscana e due euro al chilometro (!) per il viaggio. In pratica, la famiglia del disabile dovrebbe spendere oltre 6.000 euro per una settimana al mare.

La Provincia, infatti, non può sborsare neanche un centesimo perché Matteo gode già dell’esenzione ticket alla casa di riposo e non può avere di conseguenza un ulteriore sostegno, tranne che un medico non certifichi che l’uomo abbia bisogno di cure che non si possono praticare in Trentino. In pratica, Matteo è costretto dalla burocrazia a restare lì dov’è. Come detto all’inizio, questa triste storia dimostra quanto siano inutili i proclami sull’importanza di essere solidali e sulla doverosa assistenza ai disabili.

Perché stare accanto ad un disabile, non significa soltanto garantirgli l’assistenza in una casa di riposo ma anche sostenerlo dal punto di vista emotivo: questa gente non ha smesso di essere umana solo perché prigioniera del proprio corpo. Finché i disabili hanno desideri e vogliono restare aggrappati alla vita, hanno il diritto di essere accontentati in qualche modo, dando sfogo agli strumenti messi a disposizione dagli Enti pubblici, come un “mezzo attrezzato delle tante cooperative di solidarietà che operano in Trentino”.

La famiglia di Matteo, infatti, non chiede che la Provincia si accolli tutto il costo ma almeno che si attivi per limitare le spese del viaggio. Insomma, un piccolo gesto di carità per donare un sorriso a chi, forse, sarà costretto a vedere per tutta la sua breve vita le freddi parete bianche della propria stanza d’ospedale.

Questa storia, comunque, è un’ulteriore conferma del bisogno di fare concretamente qualcosa per sostenere tutti coloro che sono costretti a vivere situazioni simili a quelle di Matteo. Ecco perché il Movimento Cinque Stelle, una volta che approderà alla Provincia di Trento dopo il voto di fine ottobre, si attiverà per aiutare i disabili e le loro famiglie, facendo canalizzare una parte dell’indennità in eccesso in un fondo a cui attingere per le spese urgenti. Un’azione “semplice” che dimostrerà quanto sia semplice, se si vuole, dare una mano a chi la tende alle Istituzioni, utilizzando il denaro dei contribuenti.

Gian Piero Robbi – giampi.robbi@gmail.com

Lettera Robbi_politici e aiuto ai disabili

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