25 milioni trentini per un tunnel che serve 300 persone

25 milioni trentini per un tunnel che serve 300 persone


«Negli scorsi giorni la Giunta provinciale ha annunciato in pompa magna l’accordo con la Lombardia (Del. giunta PAT 1995/2016 e del. Reg.Lomb.N° X/5496 del 02/08/2016 con allegati a piè di pagina) per la realizzazione di un tunnel di collegamento fra il Comune trentino di Bondone, in Val del Chiese, e la Val Vestino in Lombardia, con un costo dell’opera stimato in 32 milioni e 400 mila euro.

Riteniamo molto grave che ciò sia avvenuto senza alcun coinvolgimento diretto delle popolazioni interessate, né del Consiglio Provinciale, né a quanto ci risulta delle comunità locali. Inoltre spiace sottolineare come le nostre interrogazioni presentate nel corso di quest’ anno sul tema della Val Vestino e del limitrofo lago d’Idro giacciano da mesi senza risposta. Evidentemente la Giunta preferisce portare avanti trattative silenziose piuttosto che rispondere a quesiti rilevanti, come sarebbe invece suo dovere.

Entrando nel merito dell’accordo, due sono gli aspetti che saltano agli occhi: fra fondi ex ODI, fondi per i Comuni confinanti e interventi diretti a uscire dalle casse del Trentino saranno più di 25 milioni a fronte di benefici per la popolazione che paiono limitati, visto e considerato che in totale la Val Vestino ha poco più di 300 abitanti. Anche l’idea di realizzare un tunnel a senso unico alternato lungo alcuni chilometri lascia assai perplessi e sembra provare come per la nuova arteria stradale non ci si aspettino grandi flussi di traffico. Dal punto di vista dell’investimento in denaro pubblico e della sua resa potenziale l’idea è dunque che non si sia esercitata la necessaria oculatezza e viene da chiedersi se la spesa non serva a soddisfare fini di natura politica, con la Val Vestino che da tempo richiede di essere aggregata al Trentino, in questo sostenuta dal partito dell’attuale presidente della Giunta provinciale.

Il secondo aspetto che salta agli occhi è quello che riguarda l’accordo fra PAT e Lombardia sulla regolazione dei flussi e sul mantenimento dei livelli del lago d’Idro. Da tempo ci viene segnalata una situazione di disagio riguardante questo specchio d’acqua, stretto fra la Lombardia, che spingerebbe per uno sfruttamento più intensivo della risorsa idrica, e la PAT, che vorrebbe ridurre i rilasci minimi vitali delle centrali idroelettriche trentine al fiume Chiese e quindi al lago. In ballo però ci sono sia interessi economici legati al turismo che ambientali legati alla preservazione di ambienti unici come il biotopo del lago d’Idro, meritevoli di tutela quanto e più di quelli derivanti dallo sfruttamento idroelettrico delle acque»

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare provinciale MoVimento 5 Stelle


Le interrogazioni senza risposta prima e dopo l’approvazione dell’ordine del giorno approvato il 27 luglio 2016:

15 marzo 2016 – INT. PARLAMENTARE 4/12577 nella quale si chiede la tutela del demanio terrestre intorno al lago d’Idro

27 aprile 2016 – INT. PARLAMENTARE 4/12989 nella quale si chiede di destinare parte dei Fondi per i Comuni Confinanti alla mobilità sostenibile

24 agosto 2016 – N. 3459/XV A RISPOSTA SCRITTA – Collegamento ciclopedonale Valle Sabbia-Lago d’Idro-Valle del Chiese

29 settembre 2016 – N. 3587/XV A RISPOSTA SCRITTA – Iniziative per l’attuazione della mozione n. 40/XIII recante “Progetto interregionale per la tutela e la valorizzazione del lago d’Idro”

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Delibera n° 1995 Giunta provinciale di Trento del 11/11/2016 proposta da GILMOZZI MAURO
Approvazione dello schema di accordo di collaborazione tra la Regione Lombardia, la Provincia autonoma di Trento e la Provincia di Brescia per la valorizzazione dell’area vasta del lago d’Idro e per la gestione coordinata delle risorse idriche del bacino idrografico del fiume Chiese.

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Delibera Regione Lombardia N° X / 5496 Seduta del 02/08/2016 e allegati:

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