Anagrafe pubblica degli amministratori locali: una conquista per la trasparenza in Trentino
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9/6/20263 min read
Dal 2024 l'Anagrafe degli amministratori locali del Trentino-Alto Adige è finalmente pubblica. Si tratta di un importante passo avanti per la trasparenza delle istituzioni, frutto di un lungo percorso promosso dall'ex consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Alex Marini, oggi presidente dell'Associazione Più Democrazia in Trentino.
Grazie a questa banca dati, i cittadini possono conoscere chi amministra i comuni della regione e disporre di informazioni aggiornate sul profilo degli amministratori locali: genere, età, titolo di studio e professione. Uno strumento che rafforza il controllo democratico e rende più accessibili informazioni di interesse pubblico.


Un percorso iniziato nel 2021
L'introduzione dell'anagrafe pubblica non è stata automatica. Dal 2021 Alex Marini ha sollecitato più volte le istituzioni regionali affinché i dati sugli amministratori comunali fossero resi facilmente consultabili.
Attraverso interrogazioni e iniziative istituzionali, nel 2022 la Giunta regionale aveva assunto l'impegno di modificare il Codice degli Enti Locali introducendo l'obbligo di pubblicazione dell'anagrafe. La successiva normativa ha previsto anche un migliore coordinamento tra Regione e Province autonome nell'aggiornamento dei dati, includendo informazioni come il titolo di studio degli amministratori.
Dal 2024 questa previsione è diventata pienamente operativa, rendendo finalmente disponibile uno strumento che favorisce una maggiore trasparenza nella vita pubblica.
Perché l'anagrafe è importante
La pubblicazione dell'anagrafe rappresenta molto più di un semplice adempimento amministrativo. Per la prima volta è possibile osservare in modo sistematico chi governa i comuni trentini, verificando come sono composte le amministrazioni locali e quali caratteristiche sociali, demografiche e professionali presentano.
Proprio grazie a questi dati è stato possibile realizzare la prima analisi complessiva della rappresentanza politica nei comuni del Trentino.
Chi governa i comuni trentini?
Nell'articolo "Chi governa i comuni trentini? La prima analisi dell'anagrafe pubblica degli amministratori locali", pubblicato il 2 agosto 2026 da Alex Marini sul sito di Più Democrazia in Trentino, viene analizzato il dataset dell'Anagrafe degli amministratori comunali della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, aggiornato al 3 giugno 2026.
L'indagine prende in esame 2.450 amministratori locali distribuiti in 164 comuni trentini, confrontandone il profilo con quello della popolazione residente.
I principali risultati
1) Le donne rappresentano il 33,2% degli amministratori locali, mentre costituiscono circa il 51% della popolazione.
Il divario diventa ancora più evidente nelle cariche di sindaco: solo 24 comuni su 164 sono guidati da una donna, pari al 14,6% del totale.
2) Amministratori mediamente più giovani degli eletti storici, ma pochi giovani ai vertici
L'età media degli amministratori è di 47,1 anni, molto vicina a quella della popolazione trentina (46 anni).
Tuttavia gli over 65 rappresentano soltanto il 12,4% degli amministratori, contro il 24,1% della popolazione residente.
3) Anche i giovani risultano poco presenti nei ruoli di maggiore responsabilità: gli amministratori tra i 18 e i 34 anni sono il 22,8%, ma i sindaci under 35 sono soltanto dieci e nessuno ha meno di 25 anni.
Livello di istruzione elevato
L'analisi evidenzia un livello di istruzione significativamente superiore alla media provinciale.
Il 34,3% degli amministratori possiede una laurea (contro il 16,8% della popolazione), mentre il 54% ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore.
Tra i sindaci la quota dei laureati sale al 38,4%.
Professioni e possibili conflitti di interesse
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la distribuzione professionale degli amministratori.
Il 15,6% opera nei settori dell'urbanistica, dell'edilizia e dei lavori pubblici (architetti, ingegneri, geometri e professioni analoghe).
Limitando l'analisi a sindaci e assessori, cioè agli organi che assumono le principali decisioni amministrative, la percentuale raggiunge il 18,6%.
Si tratta di un dato che merita attenzione, poiché questi amministratori possono trovarsi a deliberare su materie strettamente connesse al proprio ambito professionale, come piani urbanistici, concessioni edilizie e opere pubbliche.
I quattro squilibri evidenziati dall'analisi
L'elaborazione dei dati mette in luce quattro aspetti principali:
1) sottorappresentazione femminile, particolarmente marcata nelle cariche di sindaco e nei comuni più piccoli;
2) scarsa presenza delle fasce d'età estreme , con pochi giovani ai vertici amministrativi e una limitata rappresentanza degli over 65;
3) elevato livello di istruzione degli amministratori rispetto alla popolazione generale, elemento positivo sotto il profilo delle competenze ma indicativo di una minore presenza di persone con titoli di studio più bassi;
4) forte presenza di professionisti del settore edilizio e urbanistico negli organi esecutivi comunali, tema che richiama l'attenzione sull'importanza di prevenire possibili conflitti di interesse.
La trasparenza non si esaurisce nella pubblicazione dei dati, è il punto di partenza per comprendere meglio la qualità dei nostri rappresentanti politici e quindi rendere i nostri cittadini più informati e accorti quando esprimono il loro voto e questo grazie all' impegno e alla determinazione del Movimento 5 stelle.




