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IL PRIVILEGIO PARLAMENTARE DELL'IMMUNITA' NON PUO' SPINGERSI FINO AD OFFENDERE LE PERSONE
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10/12/20261 min read


Caso Sgarbi-Marini, la Consulta: le prerogative parlamentari non sono privilegi personali
Con la sentenza n. 165/2026, la Corte costituzionale annulla la deliberazione della Camera dei Deputati relativa al caso Sgarbi-Marini e ribadisce un principio fondamentale: le prerogative parlamentari tutelano la libertà delle istituzioni e l’esercizio delle funzioni democratiche, ma non possono trasformarsi in privilegi personali.
La decisione chiarisce la differenza tra libertà di critica politica e rispetto della dignità delle persone, sottolineando che anche le espressioni più aspre devono mantenersi entro un quadro di rispetto reciproco.
Per Marini, che nel 2019, come consigliere provinciale, aveva esercitato le proprie funzioni di controllo sulla nomina del presidente del museo MART, la sentenza rappresenta un riconoscimento significativo dopo anni di vicende istituzionali che avevano ostacolato il proseguimento dell’iter giudiziario ordinario.
Il valore della pronuncia, tuttavia, va oltre la vicenda personale: riafferma i limiti delle immunità parlamentari e l’importanza di garantire che le prerogative dei rappresentanti eletti non diventino uno strumento per sottrarsi alle proprie responsabilità.
Nel commentare la decisione, Marini ringrazia l’avvocata Rosa Rizzi per il suo sostegno nel corso degli anni e rivolge un pensiero a Vittorio Sgarbi, augurandogli, al di là delle offese ricevute, di superare le attuali difficoltà di salute. Un richiamo, quest’ultimo, a distinguere il piano giudiziario da quello umano, nel segno del rispetto della persona.

