Come Movimento 5 Stelle del Trentino vogliamo condividere questa lettera di Walter Ferrari, perché riteniamo profondamente ingiusto condannare M. Hannoun prima che la Magistratura si sia espressa con una sentenza chiara e definitiva.
Un giudizio anticipato, fondato esclusivamente su accuse provenienti da Israele – uno Stato che in materia di terrorismo e violazioni del diritto internazionale ha dimostrato di non avere rivali – non può e non deve sostituirsi alla giustizia.
Alla destra oggi al governo questo arresto è tornato utile per lavarsi la coscienza dopo aver sostenuto e armato il criminale Netanyahu. Ancora più grave è l’aver etichettato come “antisemiti” tutte e tutti coloro che, nelle piazze, hanno espresso indignazione per il genocidio del popolo palestinese: un’accusa pretestuosa, stupida e ridicola, che serve solo a zittire il dissenso
La sicurezza nazionale e quella di Israele
Dopo l’arresto di Mohammed Hunoun e di altre otto persone con l’accusa di finanziare il terrorismo palestinese, e segnatamente con l’organizzazione denominata Hamas, che vinse regolari elezioni a Gaza, se non ricordo male, quasi vent’anni fa, il ministro dell’Interno Piantedosi, in una intervista rilasciata al Giornale (28 dicembre) ha affermato: “Quando si difende la sicurezza nazionale non ci sono né dovrebbero esserci bandiere di partito”.
Ora, dal Post (29 dicembre) si apprende che Israele aveva bandito dal Paese l’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, di cui Hannoun era presidente, già nel 2002 e che la stessa appariva nella lista delle associazioni sanzionate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a partire dal 2023. Rammentando che che tra i sanzionati dagli Stati Uniti Hannoun è in buona compagnia, comparendo anche i giudici della Corte Penale Internazionale e l’inviata Onu per i territori occupati Francesca Albanese, mi chiedo quale valore incriminante possa avere essere oggi sanzionati dagli Stati Uniti e, soprattutto da Israele. Quando, infatti, il ministro Piantedosi, nell’intervista citata, afferma che “Sono stati seguiti i flussi di denaro, ed è stata una scelta pagante” si riferisce al fatto, come riportato dal Post, che ben 19 associazioni palestinesi e turche attive a Gaza, Hebron e Betlemme, destinatarie degli aiuti inviati da Hannoun e dalla sua associazione, sono considerate da Israele illegali.
Sulla base di quali presupposti Israele, che nega ogni dignità umana ai palestinesi, afferma l’illegalità delle associazioni che li assistono? Abbiamo visto come il governo Netanyahu abbia considerato pericolosi terroristi medici e infermieri di Gaza, giornalisti e persino bambini, ma davvero dobbiamo far nostri i criteri di Israele? Davvero la nostra “sicurezza nazionale” coincide, come parrebbe affermare il ministro Piantedosi, con quella di Israele? E quanto ha fatto fin qui Israele non può essere ritenuto forse “terrorismo”? In tal caso non dovrebbe essere oggetto di attenzione pure i rapporti commerciali e di collaborazione, anche nel campo militare, dell’Italia con Israele?
Walter Ferrari – Sevignano

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