La “sirena Boschi” e gli “ingenui custodi dell’autonomia”

La “sirena Boschi” e gli “ingenui custodi dell’autonomia”


Comunicato Stampa inviato ai principali quotidiani locali ed ignorato da:
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«Ieri la ministra Boschi è salita in Trentino a fare promesse e a raccontare che la riforma costituzionale non solo non indebolirà l’Autonomia Speciale ma addirittura la potenzierà. Naturalmente la vasta compagine di politici locali che vive in simbiosi con l’attuale governo si è subito messa ad esultare per queste parole, in testa a tutti il Presidente della Giunta Provinciale Rossi. “La Boschi ha promesso che andrà tutto bene, allora si può votare Sì”, ci dicono tirando un bel sospiro di sollievo…

Ma ci sarà da credere alla Boschi, a Rossi e a tutti quelli che “si fidano”? Se si esercitano un minimo di memoria e raziocinio la risposta può solo essere un No forte e chiaro.

La ministra Boschi è la stessa persona che nel 2014, dal palco della Leopolda renziana, riguardo alle autonomie speciali dichiarava testualmente “non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione di queste realtà”. E del resto anche il “nume tutelare” della Boschi medesima, tal Renzi Matteo, nel suo libro “Stil Novo” scriveva già nel 2012: “Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema… Via le province, trasformate in enti di secondo livello e via le regioni a statuto speciale”.

A fronte di tali parole inequivocabili, formulate in tempi non sospetti, ci vuole molta “ingenuità” a fidarsi delle promesse di questi signori nell’imminenza di un momento come il referendum costituzionale, decisivo per le loro sorti politiche (tanto è vero che non fisseranno la data del voto fin quando non saranno certi di vincere). Non si dimentichi mai infatti che stiamo parlando di quelli dell’ “Enrico stai sereno”. Gente capace persino di rassicurare pubblicamente un proprio compagno di partito per poi defenestrarlo un attimo dopo, gente capacissima di mentire sull’Autonomia, se serve a portare a casa quello che vogliono, ovvero il “Sì” alle loro deleterie “riforme”.

La verità la dicono i fatti. Non è vero che la “riforma Boschi” non tocchi l’Autonomia. Pur essendo il testo un guazzabuglio a tratti incomprensibile, all’art.39 è spiegato chiaramente che la riforma non si applica alle Autonomie Speciali solo fino all’approvazione dei nuovi Statuti. Quindi poi si applica e il come lo hanno già spiegato proprio Renzi e la Boschi, la si elimina.

Si faccia poi attenzione anche alle parole pronunciate dalla Boschi nel 2014:“Non è il momento propizio” per sopprimere le autonomie diceva. Una valutazione di opportunità dettata dal fatto che il governo si reggeva su pochi voti e che il sostegno di senatori e deputati provenienti dalle Regioni Autonome era ritenuto indispensabile alla sopravvivenza del Governo. Guarda caso uno degli effetti della “Riforma Boschi” sarà proprio quello di rendere marginale il peso dei rappresentanti delle autonomie. Quindi, dovesse la riforma venir approvata, ecco manifestarsi il “momento propizio” cui dare finalmente esito. Solo che per arrivare li è necessario che chi governa le Regioni Autonome induca i cittadini da loro rappresentati a “mettere la testa nel cappio”, cosa che naturalmente i nostri solerti governanti stanno facendo dopo che alla Boschi è bastato sbattere le ciglia e cambiare momentaneamente versione sull’Autonomia.

Nell’Odissea, quando Ulisse deve passare a largo dell’isola delle sirene fa mettere ai suoi compagni della cera nelle orecchie di modo che non cadano vittime del canto ammaliatore e portino la nave a schiantarsi sugli scogli, poi lui si fa legare all’albero maestro perché vuol sentire le voci delle sirene senza causare danni. Ebbene in questo momento in Trentino abbiamo quelli come i compagni di Ulisse che saggiamente si tappano le orecchie e passano oltre le malie della Boschi perché già sanno che ascoltarle conduce solo alla rovina, e questi siamo noi. Poi ci sono quelli come Ulisse, che amano il rischio e vanno ad ascoltare la Boschi pur resistendo sulle proprie posizioni di contrarietà, e infine ci sono quelli come il presidente Rossi o Manica del PD che dopo aver ascoltato il canto della sirena lanciano la nave verso gli scogli. Ecco, speriamo solo di essere abbastanza numerosi per fermarli prima che ci riescano»

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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