Tre ore ininterrotte di monologo: senza una pausa, un sorso d’acqua…. Con un pubblico attento che non ha perso una sola parola…
Ieri all’Auditorium di Trento, nemmeno una sedia vuota….
“Cornuti e contenti? Ma non sarà anche colpa nostra?”
E’ il nuovo spettacolo teatrale 2026 di Marco Travaglio.
Molti gli argomenti trattati, anche andando indietro nel tempo, ma alcuni temi hanno particolarmente colpito.
L’informazione, innanzitutto con grave colpa di tanti giornalisti che si sono venduti ai loro editori e ai loro interessi e affari per cui manipolano le notizie, le nascondono nelle pagine interne, giocano sui termini per cui, ad esempio, gli Ucraini o gli Israeliani sono “uccisi” mentre i Palestinesi sono “morti”. Con una battuta, concludeva che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma il giornalismo. Parlando poi del giornalismo televisivo, ha sparato a zero su Bruno Vespa, il campione assoluto di lecchinaggio sia a destra che a sinistra.
Un altro tema su cui ha fatto riflettere è stato il constatare come la politica riesca a riciclarsi con una facilità sorprendente grazie all’ingenuità o meglio alla coglionaggine di tanta gente che continua a dare il voto sempre agli stessi. Sostituito Berlusconi con la Meloni, il bestiario politico è quasi sempre lo stesso: ministri, sottosegretari, parlamentari arrivati a legislature decennali. Due per tutti, Casini, il riciclato per eccellenza e Fassino il profeta mancato nonché il ladro riuscito, ma doverosamente occultato. Ha anche elencato le innumerevoli giravolte e promesse mancate della Meloni, un numero sterminato!
Venendo alla giustizia e alla cosiddetta riforma, ha chiarito molto bene il ruolo del pubblico ministero che vogliono trasformare in un poliziotto al servizio del governo. Oggi è un giudice che indaga su un reato e che se non raccoglie prove convincenti, con l’ausilio della polizia giudiziaria al suo servizio, può anche decidere di archiviare il caso. Un domani, se passasse la “riforma”, diventerebbe, appunto, un poliziotto soggetto al ministro della giustizia come pure la polizia giudiziaria che farebbe di tutto per compiacere la politica e portare a processo più gente possibile privando il cittadino delle garanzie di cui oggi gode.
Ha quindi evidenziato l’assurdità di triplicare il Consiglio superiore della magistratura per toglierle potere con annesso il trucco per cui, all’interno dei tre nuovi organi, i politici verrebbero scelti tra una ristretta rosa di laici, amici della maggioranza, mentre i giudici verrebbero sorteggiati a caso tra migliaia di magistrati. Una sproporzione di competenze ed esperienza che andrebbe tutto a svantaggio dei magistrati.
Ha dato poi la bella notizia che Il Fatto Quotidiano è diventato il terzo giornale generalista superando anche La Stampa con 60.000 abbonati e con l’obiettivo di arrivare ai 100.000; il suo invito è stato quindi quello di darci da fare. In conclusione, invitava ad andare a votare perché l’astensione è un’enorme fregatura che ci autoinfliggiamo.
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