Maschio su Piano Commerciale: facciamo chiarezza

Maschio su Piano Commerciale: facciamo chiarezza


Quando sento parlare di ricatti, agguati e malafede mi offendo veramente e trovo di dover chiarire bene il nostro punto di vista. Stiamo parlando della Variante al Piano Commerciale che deve o dovrebbe essere approvata in seconda adozione.
Come spiegato in aula, in prima adozione avevamo dato il nostro parere favorevole solo per il fatto che in caso di non approvazione si sarebbe andati al commissariamento da parte della Provincia e che prima della seconda adozione si sarebbero potute fare alcune modifiche.
Tuttavia, solo in un secondo tempo, si scopre che ciò non è più possibile e che dovrà essere approvata cosi com’è.
Strano ma vero, fu in prima adozione il Pd ad inserire, in modo subdolo e furbescamente, un emendamento che introduceva la possibilità di grandi centri commerciali nella aree di quelle zone quali quella ad est di Via Maccani o della Bermax.
La questione non ci trova minimamente d’accordo nel metodo e nel merito.
Nel metodo troviamo un grave precedente quello di non poter introdurre ordini del giorno collegati neanche in prima adozione e di non poter intervenire tra la prima e seconda adozione.
Nel merito ci trova contrari a grandi centri commerciali in zone che dovrebbero essere meno violentate da situazioni urbanistiche che le metterebbero in crisi viabilisticamente.

Ma ciò che mi preme sottolineare maggiormente sono l’infondatezza delle accuse di agguati e ricatti. Chi ha fatto l’agguato ed il ricatto sono proprio coloro che hanno posto il primo emendamento.
Se si vuole approvare la delibera in un secondo si toglie l’estensione di tali aree a grandi superficie di vendita ed il problema è risolto. Invece è proprio qui il tranello. Alla Giunta ed alla maggioranza pare non interessi l’approvazione della delibera ma, come ha già sottolineato il nostro capogruppo Negroni, solo di questo devastante emendamento.
Poco importa se si va a commissariamento poiché in tal caso sarà la Provincia a mettere in pratica tali propositi. Salvo il fatto che un commissariamento su un argomento di tale portata non può che essere letto come una grave sconfitta politica. Perché non è in due giorni che è stato maturato ma in due anni di mancata approvazione. Per essere chiari dalla passata legislatura.
A chi accusa di comportamento scorretto ricordo che l’unica volta che abbiamo presentano numerosi emendamenti subito dopo li abbiamo ritirati senza nulla in cambio proprio per la disponibilità al dialogo che ci contraddistingue. Ad esempio per la delibera alle linee programmatiche abbiamo presentato solo 16 emendamenti, seri ed importanti, dei quali 14 accolti a testimonianza del loro buon senso.
Apprezzata la disponibilità stessa della Giunta ad analizzarli ed approvarli non ci saremmo messi di traverso all’approvazione della delibera. Ma questa è un altra storia. Si perché la delibera verrà approvata in automatico a fine mese anche senza essere passata per il Consiglio.
Infine solo una precisazione poiché leggo su un quotidiano che non è passato un nostro emendamento che avrebbe chiesto il monitoraggio della popolazione sinta anche fuori dai campi. Specifico che è il contrario. Chiedevamo di togliere le parole “fuori dai campi” dalla frase ove si indicava la necessità del monitoraggio.
Questo per non legittimare stazionamenti permanenti stile Roncafort. Si dice che è comunque necessario monitorare comunque tutti i cittadini Sinti e Rom residenti in trentino. Comprensibile e legittimo ma qui nasce la domanda. Se sono residenti in Trentino avranno un luogo di residenza specifico.
Ergo mi verrebbe da trarre la logica conseguenza che invece di monitorare quelli fuori dai, legittimi, campi si dovrebbe cortesemente farli tornare nel luogo di residenza visto che, se gli è stata concessa, dovrebbe essere un luogo fisico ben individuato e verificato. Ai posteri l’ardua sentenza.

I consiglieri comunali M5S di Trento
Andrea Maschio

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