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Referendum Dolomiti Energia: seconda bocciatura. Una scelta politica che soffoca la voce dei cittadini

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10/27/20262 min read

L'acqua è un bene comune, non una merce da regalare alle logiche speculative della Borsa.

​Eppure, a Trento, sembra che la partecipazione dei cittadini sia diventata un ostacolo da scavalcare a tutti i costi. La Commissione per i procedimenti referendari del Comune di Trento ha bocciato per la seconda volta in tre mesi il quesito referendario consultivo sulla quotazione in Borsa delle azioni di Dolomiti Energia.

​Un "no" che lascia un profondo senso di amarezza e delusione, ma che ci conferma quanto la politica locale tema il giudizio dei propri cittadini su scelte strategiche che riguardano il futuro della nostra comunità, dell'acqua e dell'energia idroelettrica del Trentino.

​ La farsa dei paletti formali: due bocciature, motivazioni opposte

​La cronologia dei fatti parla da sola:

​7 Luglio: viene depositato il primo quesito referendario.

​31 Luglio: la Commissione dichiara l'inammissibilità per una presunta «carenza di chiarezza» (senza neppure audire i promotori).

​11 Settembre: da forza politica responsabile e al fianco dei cittadini, insieme agli altri promotori riformuliamo il quesito specificando il ruolo del Comune come socio e l'oggetto chiaro dell'operazione («quotazione delle azioni»).

​7 Ottobre: la Commissione ammette che il vizio formale è superato, ma inventa un nuovo "NO" con motivazioni diametralmente opposte.

​A luglio il quesito era « troppo generico», oggi è diventato «troppo specifico» !

Come ha sottolineato con lucidità Claudio Della Volpe, presidente del Comitato promotore: «Se la materia non era referendabile in nessuna forma, andava detto subito ».

​Non si tratta più di un giudizio tecnico, ma di una vera e propria presa di posizione politica per impedire che la comunità si esprima.

​ Un'alleanza ampia a tutela del bene comune

​Come Movimento 5 Stelle, abbiamo fatto parte fin dal primo momento del Comitato promotore al fianco di una rete ampia di forze politiche, civiche e territoriali:

Onda

​Rifondazione Comunista

​Risveglio Titolese

​Fondazione per Sardagna

​Insieme abbiamo difeso e continuiamo a difendere un principio basilare: Dolomiti Energia gestisce riserve idriche ed energetiche che appartengono a tutti noi.

​L'assetto della finanziaria pubblica e societaria coinvolge direttamente il Comune di Trento, il Comune di Rovereto e la Provincia Autonoma di Trento, insieme a realtà private e finanziarie come ISA, Fondazione Caritro e un fondo di investimento internazionale. Dare voce ai cittadini su come il Comune di Trento debba esercitare il proprio ruolo di socio pubblico non è un'ingerenza illegittima: è l'essenza stessa della democrazia amministrativa.

​ La Borsa non fa l'interesse dei cittadini

​Dietro il pretesto secondo cui il voto non spetterebbe ai soli residenti di Trento (o che una consultazione ferirebbe l'«autonomia» della società), si cela una realtà preoccupante: la volontà di mettere le logiche del mercato davanti ai diritti dei cittadini.

​L'esperienza europea ci insegna che quotare in Borsa le utility pubbliche in tempi di crisi climatica, siccità e calo dell'idroelettrico espone beni primari alla volatilità dei mercati finanziari. L'acqua non si quota in Borsa.

​ Non ci fermiamo!

​Ci viene il forte dubbio che questo referendum sia stato fermato soprattutto per non mettere in discussione un modello di gestione aziendale che preferisce la finanza alla tutela del territorio.

​Come Movimento 5 Stelle, non ci rassegniamo a questo strappo democratico. Analizzeremo ogni cavillo giuridico e valuteremo qualsiasi iniziativa e strada percorribile per restituire la parola e il diritto di voto alle cittadine e ai cittadini di Trento.

​L'acqua è di tutti, la democrazia non si boccia!

trento.movimento5stelle@gmail.com