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Scuola dell’infanzia trentina: Cappelletti torna a interrogare il Governo. La qualità educativa e i diritti delle insegnanti non possono attendere

Una nuova interrogazione parlamentare per chiedere verifiche sugli standard educativi delle scuole dell’infanzia trentine e sulle condizioni di lavoro delle insegnanti. Dopo mesi di sollecitazioni, il Governo continua a essere chiamato a dare risposte su una questione che riguarda il futuro dei bambini e la qualità del sistema educativo.

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11/4/20262 min read

Il deputato del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti ha depositato il 3 novembre 2026 una nuova interrogazione parlamentare a risposta scritta, la n. 4-09526, rivolta ai Ministri dell'istruzione e del merito e del lavoro e delle politiche sociali, per richiamare l'attenzione del Governo sulle persistenti criticità della scuola dell'infanzia nella Provincia autonoma di Trento.

Si tratta della terza iniziativa parlamentare sulla vicenda, dopo le interrogazioni n. 3-02134 e n. 4-08596, rimaste finora senza riscontro.

La scuola dell’infanzia è una scuola, non un servizio di custodia

Il punto centrale della nuova iniziativa è il riconoscimento del valore educativo e pedagogico della scuola dell’infanzia, un segmento fondamentale del percorso formativo nel quale si pongono le basi dello sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale e sociale dei bambini.

La qualità dell’educazione non può essere misurata semplicemente attraverso il numero di giorni di apertura delle strutture. Dipende dalla preparazione degli insegnanti, dalla continuità delle relazioni educative, dalla stabilità del personale, dall’inclusione dei bambini con bisogni educativi speciali e dal rispetto dei tempi dello sviluppo infantile.

Le legittime esigenze di conciliazione tra lavoro e famiglia devono trovare risposte adeguate, ma non possono tradursi in una progressiva subordinazione della funzione educativa della scuola a esigenze prevalentemente organizzative.

L'appello di 752 insegnanti: una richiesta di ascolto che non può essere ignorata

A riportare la questione al centro dell'attenzione istituzionale è stata anche la lettera del 23 ottobre 2026, indirizzata alla Giunta e al Consiglio provinciale e sottoscritta da 752 insegnanti della scuola dell'infanzia trentina.

Il documento denuncia il deterioramento delle condizioni lavorative, la frammentazione degli incarichi, le difficoltà di reclutamento del personale qualificato, gli ostacoli all'effettiva fruizione delle ferie e i crescenti carichi di lavoro.

Particolare preoccupazione viene espressa per l'organizzazione del servizio nel mese di luglio, con le aggregazioni tra sezioni e scuole, la discontinuità delle relazioni educative e le condizioni ambientali non sempre adeguate.

Le insegnanti chiedono che queste criticità siano valutate attraverso dati concreti e verifiche approfondite, anche in relazione ai possibili effetti sulla salute del personale e sul benessere dei bambini.

L'autonomia provinciale non può diventare un alibi per sottrarsi alle verifiche

La vicenda ha ormai assunto una dimensione che supera il confronto sull'undicesimo mese di apertura. In questi anni migliaia di cittadini hanno sottoscritto petizioni e sostenuto una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare l'organizzazione del servizio, senza ottenere una soluzione condivisa.

Il Movimento 5 Stelle ritiene che l'autonomia speciale del Trentino rappresenti un valore da tutelare, ma che debba essere esercitata nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei bambini e dei lavoratori.

Per questo Cappelletti chiede al Governo di verificare, nell'ambito delle proprie competenze, il mantenimento degli standard educativi e pedagogici, l'effettiva tutela delle condizioni lavorative delle insegnanti e la compatibilità dell'organizzazione estiva con la funzione educativa della scuola dell'infanzia.

La qualità della scuola non si misura in mesi di apertura, ma nelle opportunità educative offerte ai bambini e nelle condizioni in cui gli insegnanti possono esercitare la propria professione.

È su questi principi che chiediamo finalmente risposte concrete al Governo e un confronto responsabile alle istituzioni provinciali. Perché investire nella scuola dell'infanzia significa investire nel futuro della comunità, nella riduzione delle disuguaglianze e nella formazione dei cittadini di domani.

Leggi l'interrogazione parlamentare n. 4-09526 del 3 novembre 2026

trento.movimento5stelle@gmail.com