Trasporto pubblico: la “supercazzola” che oggi costa 25 euro

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9/8/20263 min read

La Provincia ha deciso di proseguire sulla strada delle agevolazioni per la mobilità pubblica, introducendo un abbonamento da 25 euro valido dal 1° settembre al 31 dicembre 2026 sull’intera rete provinciale, dopo il successo delle 20 mila adesioni registrate durante l'estate.
È una scelta positiva, che va riconosciuta come tale. Ma per chi ha vissuto la nascita e la storia del Movimento 5 Stelle in Trentino, questa decisione ha anche il sapore di una piccola, significativa rivincita culturale.

La nostra proposta nel 2012: quando ci deridevano

Già nel 2012 il M5S trentino proponeva il trasporto pubblico gratuito. Cristiano Zanella, allora candidato al Senato, ne parlava pubblicamente prendendo spunto dalle esperienze internazionali che avevano scelto di abbattere la barriera tariffaria per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico.

L’idea era semplice ma, per l’epoca, rivoluzionaria:

  • La bigliettazione rappresenta soltanto una minima parte del costo complessivo del trasporto pubblico.

  • Rinunciare a quell’entrata ha un costo limitato per le casse pubbliche, ma genera un enorme beneficio sociale e ambientale.

  • L'obiettivo non era "regalare l'autobus", ma usare la leva tariffaria per spingere le persone a lasciare l'auto a casa e cambiare cultura della mobilità.

La risposta di allora? Tali idee venivano considerate irrealistiche. La proposta fu derisa e persino bollata come una “supercazzola” da un giornale locale.

Muri istituzionali e bocciature

Quell’idea, però, non è mai scomparsa:

  1. Nel 2014, la gratuità del trasporto pubblico è entrata nel Disegno di Legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile (promosso dal comitato di cittadini con prima firmataria Antonella Valer e sostenuto da 3.687 firme).

  2. Nel 2016, durante l’esame in Consiglio provinciale, la Giunta bollò la gratuità come "economicamente insostenibile".

  3. I promotori avanzarono allora una mediazione pragmatica: un contributo annuale di soli 50 euro per cittadino per viaggiare ovunque sui mezzi pubblici. Bocciata anche questa.

Il tempo ci ha dato ragione

È interessante rileggere oggi quella discussione. Quattordici anni dopo la nostra prima proposta e dieci anni dopo quel no in Consiglio provinciale, la direzione intrapresa dalle politiche provinciali è esattamente quella che indicavamo noi:

  • Abbonamento annuale a 20 euro per gli studenti delle superiori.

  • Abbonamento estivo a 20 euro per tutti.

  • Nuovo abbonamento da 25 euro fino alla fine del 2026.

Non siamo ancora al trasporto pubblico del tutto gratuito, ma siamo estremamente vicini al principio originale: ridurre la tariffa fino a renderla quasi simbolica per modificare le abitudini di trasporto.

I numeri parlano chiaro: delle 20 mila persone che hanno fatto l'abbonamento estivo, 7 mila hanno attivato una nuova smart card. Significa che migliaia di cittadini sono entrati per la prima volta nel sistema pubblico grazie ad abbattimenti tariffari che un tempo venivano definiti impossibili.

La tariffa non basta: servono servizi reali

Naturalmente una tariffa quasi simbolica è solo il primo passo. Se l’obiettivo è convincere davvero le persone a rinunciare all'automobile privata, alla leva economica occorre affiancare:

  • Capillarità del servizio anche nelle valli e periferie;

  • Frequenze adeguate, cadenzate e puntuali;

  • Integrazione tariffaria e infrastrutture efficienti;

  • Collegamenti disegnati sulle reali esigenze dei territori.

La memoria politica conta

Non crediamo che la politica debba ridursi a una gara a chi mette la bandierina. Se un’amministrazione realizza — con anni di ritardo — qualcosa che noi avevamo proposto prima, e questo migliora la vita dei cittadini, il risultato va riconosciuto.

Ma la memoria politica conta.

Conta perché ci ricorda quanto sia facile deridere un’idea innovativa quando mette in discussione lo status quo. E quanto sia fondamentale che qualcuno abbia avuto il coraggio di sostenerla anche quando sembrava folle.

La politica serve a questo: spostare più avanti il confine di ciò che viene considerato possibile. Poco importa chi alla fine raccoglie il merito; conta che il cambiamento sia avvenuto. E questa è la nostra soddisfazione più grande.

trento.movimento5stelle@gmail.com