Vitalizi: oltre al danno, la beffa

Vitalizi: oltre al danno, la beffa


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Ancora vitalizi. Il consigliere provinciale del MoVimento, Filippo Degasperi, prende posizione sugli ultimi sviluppi della vergognosa vicenda che da tempo mina le fondamenta e l’autorevolezza dell’Autonomia del Trentino Alto Adige.
«Sulla reputazione della Regione Trentino Alto Adige pende come un macigno la questione della cosiddetta “riforma dei vitalizi”. La legge promulgata nel 2012 resta una macchia indelebile sulla nostra credibilità, con 90 milioni di euro spartiti tra 130 persone (senza dimenticare i 200 mila euro a testa auto-elargiti per gli eletti della XIV legislatura). Si tratta di questioni ormai note e dibattute, sulle quali sono stati spesi fiumi di inchiostro. Ma al di là degli sporadici proclami dei nostri governanti, i quali giurano di aver risolto tutto, cosa è stato concretamente fatto per ridurre questi insopportabili privilegi? Di fatto molto poco, purtroppo.
Abbiamo sempre considerato la “riforma delle riforma”, varata in pompa magna nell’estate 2014, una presa in giro per i cittadini: mantiene inalterato il principio dell’anticipo e si limita a riportare su livelli di minima legalità i valori relativi all’aspettativa di vita e al tasso di sconto applicati. Valori che nel 2012 erano stati fissati, anche secondo la Procura della Repubblica di Trento, “in modo irragionevolmente ed ingiustificatamente favorevole con ingiusto profitto per i consiglieri regionali e correlativo danno per la Regione”. Oltre la propaganda (“Recuperato più del 50% dei fondi” titolava il comunicato del 4 luglio 2014), l’inconsistenza di questa seconda riforma si era manifestata fin da subito, ma si è cercato di raccontare che tutto andava a gonfie vele (“una riforma che ora viene indicata come modello per l’intera nazione”, 22 settembre 2014). Risparmio di più di 45 milioni di euro sul pregresso ovvero sui 90 milioni finemente concessi in precedenza era il risultato dato per acquisito. A quanto pare si è però ancora ben lontani da tale cifra, e si tenga presente che di quanto viene spacciato per restituzioni, un’ampia parte (28 milioni, secondo le stime del Consiglio) tornerà (limato) nelle tasche dei “restitutori” non appena questi raggiungeranno il requisito anagrafico per godere del vitalizio.
A mo d’esempio si veda il caso della “pasionaria” Eva Klotz. Nel 2013, tra una manifestazione al Brennero e l’altra, ella ha ricevuto, quale anticipo, 1.145.761 euro (di cui 710mila congelati nel famigerato Fondo Family); ha temporaneamente restituito l’intera somma, ed oggi che ha superato il famoso “requisito anagrafico” si è vista riconoscere 946.175 euro. In pratica ha rinunciato al 17% di quanto originariamente ottenuto, ma, in compenso, il milioncino è oggi tutto in denaro liquido.
Ecco quindi che si torna al punto di partenza, quello dell’onorabilità del Trentino Alto Adige e della capacità per questi politici di tutelarne l’Autonomia. È perfettamente inutile promettere di andare a Roma con la baionetta per difendere i diritti di trentini ed altoatesini con questo genere di scheletri nell’armadio. Dovessero anche fare quanto promettono (e visti i recenti sviluppi in tema di Statuto ci permettiamo di dubitarne) i nostri troveranno le truppe del Governo già schierate e ben pronte a ricordargli ad uno ad uno i privilegi che una classe politica si è auto riconosciuta portando discredito sull’Autonomia di fronte a tutti gli italiani»

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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