Come Movimento 5 Stelle Trentino condividiamo pienamente il post del nostro parlamentare europeo Gaetano Pedullà e riteniamo grave e offensivo, come italiani, apprendere che personale statunitense legato all’amministrazione Trump svolgerà funzioni di sicurezza per gli atleti USA durante i prossimi Giochi Olimpici Invernali. Va inoltre chiarito che non si tratta di semplice personale amministrativo, bensì di bodyguard riconducibili all’ICE, l’agenzia simbolo delle politiche repressive e dell’apparato anti-immigrazione di Donald Trump, più volte oggetto di denunce, inchieste e accuse da parte di organizzazioni per i diritti umani per gravi abusi e violazioni dei diritti fondamentali nei confronti di civili inermi.
Il nostro Paese dispone di forze di polizia qualificate e pienamente in grado di garantire la sicurezza di tutti. Un governo che tuteli davvero la propria sovranità respingerebbe imposizioni di questo tipo. Tuttavia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che rivendica pubblicamente la propria vicinanza a Trump, dimostra ancora una volta di non avere il coraggio politico di opporsi a decisioni umilianti per l’Italia.
Da un post di Gaetano Pedullà…
Quello che sta accadendo negli Stati Uniti non può essere liquidato come un fatto interno o come l’ennesimo “incidente”. Quando agenti dello Stato uccidono una persona disarmata, a terra, e ⁸poi costruiscono una versione dei fatti smentita da video e testimonianze, non siamo più davanti a un abuso isolato: siamo davanti a una crisi profonda dello Stato di diritto. La violenza diventa sistema quando viene giustificata, coperta, normalizzata. E diventa ancora più grave quando il silenzio delle istituzioni accompagna questa deriva. È lo stesso silenzio che oggi colpisce anche i giornalisti, minacciati mentre fanno il loro lavoro. Libertà di stampa, diritti civili, tutela della vita: sono pilastri indivisibili, o cadono tutti insieme. L’Europa non può voltarsi dall’altra parte. Non può predicare diritti e democrazia e poi tacere quando vengono calpestati in modo così evidente. Serve una presa di posizione chiara, politica, istituzionale. Perché giustificare le esecuzioni sommarie in nome della “sicurezza” significa accettare una società fondata sulla paura e sull’arbitrio. E quella non è sicurezza: è l’anticamera del fascismo.
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