Si fermi l’ennesima follia di guerra!

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PRESIDIO DI SABATO 17 GENNAIO ALLE ORE 15.30 IN PIAZZA PASI A TRENTO
promosso da: Partito della Rifondazione comunista, Sindacato USB, Movimento 5 Stelle, Onda, Associazione di amicizia Italia – Cuba

Anche un folto gruppo del M5S trentino era in piazza ieri pomeriggio tra il garrire di varie bandieri, striscioni e cartelloni.
Queste le motivazioni del presidio, introdotto dal discorso di Giuliano Pantano, rappresentante di Rifondazione Comunista.

– L’aggressione militare voluta da Trump contro il Venezuela e il rapimento del legittimo presidente Maduro e di sua moglie, sono l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel Paese.
– L’attacco a Caracas segue più di due decenni di destabilizzazione e di terrorismo statunitense cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Hugo Chavez.
Come al solito le campagne mediatiche fabbricano il nemico e poi arrivano le bombe.
Trump, quello che voleva il Nobel per la pace, sta attuando la dottrina di Monroe: sud America “cortile di casa” degli Stati Uniti.
– Altri Paesi sono stati direttamente minacciati dal Presidente USA :dalla Colombia al Messico a Cuba e ora di nuovo addirittura la Groenlandia.
Come condanniamo la sanguinosa repressione delle proteste messa in atto dal regime teocratico in Iran, condanniamo insieme la minaccia di intervento di Trump e del genocida Netanyahu per un sedicente sostegno agli insorti, in realtà un’altra follia di guerra, potenzialmente mondiale.
– Deploriamo il Governo italiano che ha giustificato l’azione terroristica di Trump ed esprimiamo la nostra solidarietà al popolo del Venezuela.
– L’Europa assuma finalmente la sua piena libertà di azione e riprenda quel cammino che ispirava i suoi soci fondatori basato sulla costruzione della pace e dell’autonomia dagli imperialismi, fermando l’escalation delle violazioni del diritto internazionale e della corsa al riarmo.
– La mobilitazione chiede a gran voce la cessazione immediata delle minacce di intervento militare ed il ripristino della legalità internazionale.

Quasi in contemporanea a questo presidio si è svolta una fiaccolata da piazza Pigarelli di fronte al tribunale fino in Duomo, promosso da sindacati CGIL,CISL e UIL, Arci, Anpi e Acli.
Entrambe le manifestazioni hanno portato in piazza con modalità diverse una protesta diretta alle politiche americane. Sia per il Venezuela che per l’Iran si auspica “una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti”.
Sarebbe auspicabile che con le stesse, o quasi, motivazioni ci si unisse in un’unica protesta, senza dividersi dietro alle sigle e alle bandiere..

(a cura del Comitato di Redazione)


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