Autostrada del Brennero: il M5S riporta a Bruxelles il nodo della concessione

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La vicenda della concessione dell’Autostrada del Brennero (A22) torna al centro dell’attenzione europea. Il 25 febbraio 2026 l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà ha presentato una nuova interrogazione alla Commissione europea per chiedere chiarimenti sulla correttezza della procedura con cui il Governo italiano sta portando avanti la gara per l’affidamento della concessione.

L’iniziativa arriva dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), che ha messo seriamente in discussione il meccanismo del diritto di prelazione previsto nelle procedure di finanza di progetto. Un punto particolarmente delicato proprio per la gara relativa all’A22, che negli anni è stata accompagnata da forti dubbi sulla sua compatibilità con il diritto europeo.

Nella sua interrogazione Pedullà (int PE 787/2026) richiama esplicitamente la precedente iniziativa parlamentare E-615/2025, con cui la Commissione europea aveva già espresso “serie preoccupazioni” riguardo al diritto di prelazione e ai possibili effetti distorsivi sulla concorrenza. Alla luce della nuova sentenza della Corte di Giustizia e della risposta fornita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’interrogazione parlamentare italiana 5/05061, l’eurodeputato del M5S chiede ora alla Commissione se sia davvero conforme al diritto dell’Unione proseguire la gara senza aver prima verificato in modo trasparente la possibilità di un affidamento in house, previsto dall’articolo 17 della direttiva europea sulle concessioni.

Si tratta di un passaggio tutt’altro che secondario. Il Movimento 5 Stelle ha infatti sostenuto fin dall’inizio che la soluzione più coerente con l’interesse pubblico fosse quella di una gestione interamente pubblica dell’infrastruttura, attraverso una società controllata dagli enti territoriali. Una strada che avrebbe consentito di mantenere sul territorio il controllo su un’infrastruttura strategica, garantendo che gli utili venissero reinvestiti per la mobilità sostenibile e per il miglioramento del sistema dei trasporti alpini.

Negli ultimi anni, però, questa prospettiva è stata progressivamente accantonata. Al suo posto si è affermata una procedura di gara costruita attorno alla finanza di progetto e a meccanismi – come la prelazione – che la stessa Commissione europea aveva già indicato come potenzialmente problematici. Oggi, dopo la sentenza della Corte di Giustizia, quei dubbi diventano ancora più difficili da ignorare.

Con questa interrogazione il Movimento 5 Stelle riporta quindi la questione dell’A22 all’attenzione delle istituzioni europee, chiedendo trasparenza sulle scelte compiute e sulla loro compatibilità con il diritto dell’Unione. Quando si parla di infrastrutture strategiche e di concessioni pluridecennali, infatti, non è in gioco solo una procedura amministrativa: è in gioco la capacità delle istituzioni di tutelare davvero l’interesse pubblico e il futuro dei territori attraversati dall’asse del Brennero.




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