Affaire derivati: Degasperi chiede le dimissioni di Bertoli da Cassa del Trentino

Affaire derivati: Degasperi chiede le dimissioni di Bertoli da Cassa del Trentino


Come volevasi dimostrare sui derivati di Cassa del Trentino e di Patrimonio del Trentino la Corte dei Conti ha ancora una volta smentito le versioni fornite dal presidente Rossi e dal dg Bertoli confermando punto su punto quanto il M5S sostiene solitario da ormai 2 anni: in base alla Legge quegli strumenti finanziari non avrebbero mai dovuto venir sottoscritti, inoltre non c’era alcuna necessità di farvi ricorso per «operazioni di copertura» visto che i soldi c’erano e quindi non si doveva «coprire» nessuna operazione di provvista.

Viene dunque confermato non solo che i derivati non potevano per legge essere sottoscritti dalla Provincia ma che non serviva farlo.

Ne consegue che questa scelta può essere considerata a pieno titolo una sorta di esperimento in stile «apprendista stregone» messo in atto con i soldi dei trentini.

Ogni giorno che passa il recupero della perdita sui derivati (15 milioni fino ad oggi e chissà quanti entro la scadenza) diventa sempre più improbabile, una cosa che denunciamo da tempo e che forse ora anche la procura della Corte dei Conti inizia a prendere in considerazione rivedendo le proprie ottimistiche valutazioni iniziali.

A fronte di tutto questo chiediamo con forza che il presidente Rossi faccia finalmente chiarezza sulla vicenda derivati abbandonando la versione di comodo fornita alla stampa, subito facilmente smentita, ristabilendo la verità su quanto accaduto e mettendo in moto le procedure per accertare le responsabilità delle decisioni prese.

In attesa di approfondire gli altri numerosi spunti offerti dalla magistratura contabile, da parte nostra la richiesta è semplice: visto che la scelta di sottoscrivere i derivati ha una chiara paternità e considerato che quanto sostenuto dal dg di Cassa del Trentino a mezzo stampa lo scorso 17 giugno è stato puntualmente smentito dalla Corte dei Conti, riteniamo più che opportuno che nell’interesse dell’istituzione che oggi dirige, egli rassegni le dimissioni.

Da ultimo ci chiediamo anche se il collegio sindacale e il comitato finanza abbiano mai eccepito su operazioni attuate secondo la Corte dei Conti «in sostanziale elusione del divieto di Legge».

In attesa che le azioni da noi auspicate trovino risposta sarà nostra premura depositare quanto prima l’ennesima interrogazione in merito al ruolo svolto dal collegio sindacale e dal comitato finanza.

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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