Anche la Chiesa trentina si è accorta di un’informazione” malata e tossica”

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L’informazione, anche trentina, ha davvero toccato livelli inaccettabili se anche l’arcivescovo d Trento, il 24 gennaio scorso, in cattedrale, in occasione della memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, si è sentito in dovere di tirare le orecchie a questi ultimi e ai comunicatori trentini. L’ha fatto in seguito all’incontro promosso dal Servizio Comunicazione della Diocesi di Trento e della sezione regionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) sull’onda del messaggio di papa Leone XIV per la 60ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. L’arcivescovo Tisi ha chiesto esplicitamente ai rappresentanti della stampa presenti di promuovere una contro-narrazione rispetto a una comunicazione “malata e tossica” che divide e alimenta conflitti. Li ha invitati a “scuotere un’opinione pubblica spesso pilotata e telecomandata” in un momento di fragilità della democrazia e dei silenzi di fronte a tragedie internazionali. L’arcivescovo ha parlato di una narrazione “blindata, semplificata e ideologicamente filtrata” che ha pericolosamente sdoganato la guerra. Ben venga questa presa di posizione da parte della Chiesa in un momento in cui, in Italia e in Europa, l’unica soluzione per dirimere le controversie internazionali sembra essere la guerra anziché le iniziative diplomatiche e la ragionevolezza. Una concezione che subdolamente si vuole portare e in parte si è già portato nelle scuole, come si è fatto nei giorni scorsi a Roma, da parte della Fondazione Leonardo dove, davanti agli studenti, l’ad Cingolani ha detto testuali parole: “La pace non è gratuita, la pace va difesa e per difendere la pace bisogna essere in grado di investire e avere un sistema che faccia paura a chi ci aggredisce. Non fatevi fregare da chi vi dice che buttiamo soldi in armi, non è così”. Questi messaggi purtroppo trovano una cassa di risonanza in tanta stampa e in tanta TV piegate agli interessi delle multinazionali delle armi come Leonardo. Una posizione quella di don Tisi che è la stessa che sostiene da sempre il Movimento 5 stelle tramite il Presidente Conte e i nostri parlamentari osteggiati non solo dalla maggioranza di governo e da settori del PD, ma anche da tanti giornalisti della carta stampata e della TV che ci vedono, per rimanere in tema ecclesiale., come il diavolo l’acqua santa.


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