Bilancio partecipativo scippato?

Bilancio partecipativo scippato?


Nella serata di giovedì scorso l’amministrazione comunale rivana dopo 7 mesi è finalmente arrivata a presentare alla cittadinanza gli interventi proposti dai cittadini nell’ambito del bilancio partecipativo. Come per tutte le fasi precedenti purtroppo non c’è stata la minima attenzione a dare la necessaria pubblicità all’evento. E questo è un sintomo di come questa iniziativa sia vissuta da parte del comune di Riva del Garda ovvero con un sentimento di fastidio mescolato con la voglia di far passare tutto sotto silenzio per avere poi la scusa di dire con estrema arroganza che “non c’è partecipazione”. Deve essere chiara una cosa: Tutto il consiglio comunale nel novembre 2017, facendo seguito ad un apposito emendamento proposto dal MoVimento 5 Stelle, ha stabilito un chiaro obbiettivo e cioè permettere ai cittadini di presentare liberamente idee nei settori dell’ambiente, lavoro, energia, cultura, sociale, giovani, sport. Allo scopo è stato messo a disposizione un importo di 100.000,00€ mentre la scelta dei settori di intervento e dei progetti doveva avvenire attraverso un percorso partecipativo strutturato. Al contrario, la giunta comunale ha inspiegabilmente deciso di riservare i soldi solamente al settore delle opere pubbliche adottando poi criteri estremamente restrittivi per l’ammissione degli interventi proposti poiché sono stati valutati come fossero progetti esecutivi invece di semplici proposte come in realtà sono e come era stato richiesto di presentare.

E’ ovvio per noi che ci troviamo difronte ad un vero e proprio muro di gomma creato ad arte per ritardare (7 mesi) ed annacquare (mancano settori di intervento) lo scopo dell’iniziativa. Ancora una volta si manifesta pubblicamente la volontà di tenere i cittadini il più lontano possibile dai luoghi (imprecisati ed offuscati?) dove si prendono le decisioni. La riprova di questo atteggiamento ostruzionistico è che, dovendo spendere i soldi entro la fine di questo anno, automaticamente le possibilità di scelta e manovra sono ormai ridotte al lumicino.

Per attuare l’idea di bilancio partecipativo in maniera efficiente è chiaro che – come abbiamo chiesto più di una volta – il percorso di scelta dei progetti debba partire l’anno precedente quello di spesa. In questo modo si avrebbe la possibilità di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. In pratica si dovrebbe scegliere quest’anno le opere da finanziare nel 2019.

Bisogna poi sottolineare con rammarico che anche nella valutazione dei progetti si è proceduto con criteri inutilmente restrittivi e non uniformi. Ad esempio la riqualificazione delle facciate di edifici nel centro storico di Campi è stata bocciata perché interessava proprietà non del comune di Riva del Garda mentre l’intervento “Leggere il paesaggio attraverso le strutture belliche” è stato ammesso nonostante anche qui siano interessate aree non di proprietà comunale. Però in questo caso, con un trattamento insolitamente benevolo ed ambiguo si è scritto che “risultando gli interventi non definiti, con possibilità peraltro di essere adeguati all’importo a disposizione, si ritiene che l’intervento possa ritenersi fattibile”… Tradotto dal burocratese stretto vuol dire che il progetto può essere corretto e tagliuzzato a piacere secondo le esigenze dell’amministrazione? Come mai la giunta comunale non è stata così benevola anche con gli altri progetti? Ma soprattutto, ora che si aprono le votazioni, su cosa voteranno i cittadini? Quali sono le parti tagliate e quelle rimaste?

Da ultimo facciamo notare che il sistema di votazione è del tutto inappropriato perché permette di capire come hanno votato le persone in quanto non separa la fase di identificazione del cittadino rivano da quella di espressione di voto che dovrebbe rimanere del tutto segreta.

Come MoVimento 5 Stelle e assertori da sempre del Bilancio partecipativo, siamo estremamente delusi dall’atteggiamento inadeguato dell’amministrazione comunale rivana che è stata chiamata dal consiglio comunale ad attuare delle precise disposizioni ma che – alla luce dei fatti – non mostra alcuna volontà o capacità di metterle in atto con efficienza e trasparenza.

consigliere comunale Riva del Garda
Matteotti Andrea

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