L’allegra gestione del personale di Cassa del Trentino

L’allegra gestione del personale di Cassa del Trentino

Il M5S ha depositato presso il consiglio provinciale un’interrogazione nella quale chiede merito delle scelte effettuate dalla Provincia e dalla controllata Cassa del Trentino spa. Degasperi punta il dito contro la gestione del personale dei due enti:”A seguito dell’acquisizione di Tecnofin, Cassa del Trentino si è trovata in eccedenza di un dipendente altamente qualificato, un avvocato con esperienza nel settore bancario. Sfruttando una apposita leggina provinciale e quindi in deroga all’istituto del concorso per accedere a ruoli nel servizio pubblico, Cassa del Trentino nel 2014 ha “passato” questo dipendente alla Provincia, dove attualmente ricopre la carica di funzionario con un costo annuo per l’ente di 77.827,79 euro, perché la figura in questione è stata trasferita con il livello contrattuale del quale godeva in Cassa del Trentino, cosa che porta la sua retribuzione a pesare quasi il doppio di quella della maggior parte dei suoi colleghi sulle casse provinciali. Certo, professionalità del funzionario in questione non è in discussione, dato che ricopre incarichi ad alto livello anche presso la Provincia, per la precisione gli è stato assegnato il prestigioso ruolo di unico referente del Dirigente preposto all’incarico speciale privacy. A fronte di tutto questo risulta quindi particolarmente sorprendente scoprire che nel solo 2014 Cassa del Trentino si è trovata a spendere qualcosa come 116.824,30 euro in consulenze legali esterne. Ma come? Cassa del Trentino poteva vantare fra le proprie fila un esperto di alto livello sia per ciò che riguardava gli aspetti legali che per quelli di funzionamento interno dell’istituto, ma ha preferito trasferirlo alla Provincia per poi trovarsi con la necessità di sborsare oltre 100 mila euro in incarichi esterni in un solo anno?”.

In conclusione Degasperi tira le somme di ciò che ha scoperto: “Siccome stiamo parlando di una controllata provinciale e quindi di soldi pubblici, viene da chiedersi come verrebbe presa la “manica larga” mostrata da Cassa del Trentino in un istituto di credito privato. In un periodo nel quale molti cittadini perdono il posto di lavoro e la Provincia si dice costretta ad effettuare tagli anche a servizi importanti, questo genere di sprechi non è più tollerabile. Se Cassa del Trentino aveva una professionalità di alto livello in grado di fare risparmiare decine di migliaia di euro alle casse pubbliche e quindi ai contribuenti, doveva tenersela, non spedirla altrove. Finché non si finirà di vedere l’ente pubblico come un salvadanaio dal quale prelevare e dirigere risorse a seconda di logiche lontane dall’interesse collettivo dalla crisi non si uscirà mai, perché è proprio in questo genere di comportamenti che si annidano le ragioni profonde che da noi l’hanno acuita e resa strutturale”.

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