L’eredità per pochi delle Olimpiadi Milano-Cortina

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ORO COLATO
L’EREDITA’ PER POCHI DELLE OLIMPIADI MILANO CORTINA.

Questo il titolo del libro scritto da Luigi Casanova e Duccio Facchini, edizioni Altra Economia, presentato ieri 5 febbraio 2026 presso la libreria Arcadia di Rovereto.

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono state annunciate come un grande evento che avrebbe portato prestigio, investimenti e sviluppo alla regione alpina italiana. Si parlava di giochi invernali più sostenibili e memorabili di sempre, fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future: il costo zero dell’evento, sostenibilità, trasparenza, legacy (intesa come lascito ai posteri), contrasto allo spopolamento delle montagne e “Olimpiadi culturali”. I complessi percorsi amministrativi hanno invece portato a commissariamenti diffusi azzerando i passaggi come le valutazioni di impatto ambientale (VIA) e strategica (VAS) e riducendo le assemblee a incontri quasi esclusivamente politici con poche decine di partecipanti. Le popolazioni locali sono rimaste escluse e le belle promesse di sostenibilità economica, ambientale e sociale sono andate in fumo. Dietro una facciata di eccellenza e celebrazione, si nascondono preoccupanti questioni legate agli sprechi e alle devastazioni ambientali e sociali.

*Gli Sprechi Economici*
L’organizzazione di una grande manifestazione olimpica comporta costi straordinari. In molti casi, le spese per la costruzione di infrastrutture, stadi e strutture temporanee sono aumentate considerevolmente rispetto alle previsioni, generando sprechi di risorse pubbliche. Alcuni progetti sono stati criticati per la loro inutilità nel lungo termine, con impianti che rischiano di rimanere inutilizzati o sottoutilizzati dopo le Olimpiadi e che cadranno presto a pezzi per l’alto costo di manutenzione: vedi la pista da bob di Cortina che farà la fine di quella delle Olimpiadi di Torino del 2006.

*Le Devastazioni Ambientali*
Le Olimpiadi in montagna comportano inevitabilmente impatti ambientali significativi. La costruzione di nuove strade, impianti di risalita e strutture sportive possono portare alla deforestazione, alla perdita di habitat naturali e all’inquinamento delle acque e dell’aria. Una prima stima del consumo di suolo associato agli interventi olimpici è pari a circa 59 ettari. La pista da bob di Cortina ha cancellato un parco e secolari larici, mentre il paese è un cantiere diffuso. Tutto ciò avviene in territori fragili, con rischi geologici sottovalutati, soggetti a continui eventi franosi. Le aree alpine rischiano di essere irreparabilmente danneggiate per la realizzazione di infrastrutture temporanee o permanenti. Inoltre, l’aumento di un turismo aggressivo e delle attività umane durante l’evento può aggravare la pressione sull’ambiente naturale.

*Le Implicazioni Sociali*
Oltre agli aspetti economici e ambientali, le Olimpiadi possono portare a sfide sociali, come la speculazione immobiliare. Le popolazioni residenti spesso si trovano a dover affrontare aumenti dei prezzi, perdendo accesso a spazi pubblici e servizi essenziali.
I benefici dei grandi eventi sono spesso sopravvalutati e i costi sottostimati soprattutto nel lungo periodo. I territori, siano essi città o vallate, dovrebbero comprendere che cosa stanno affrontando e le conseguenze dell’evento nel tempo attraverso operazioni di coinvolgimento, percorsi partecipati, valutazioni urbanistiche e sociali realistiche e non di plastica. Si sono ignorate del tutto le questioni sociali, educative ed ambientali limitandosi ad invocare nuove infrastrutture stradali. Durante i giochi si è persino ipotizzato di chiudere le scuole di Cortina per fare spazio al traffico olimpico.

*Conclusioni*
Mentre le Olimpiadi rappresentano un momento di celebrazione dello sport e dell’unione internazionale, è fondamentale riflettere criticamente sui costi reali e sulle conseguenze di tali eventi. La pianificazione e la gestione devono essere orientate a minimizzare sprechi e danni, garantendo che i benefici siano sostenibili e condivisi equamente, evitando che le devastazioni ambientali e sociali offuschino il vero spirito olimpico.


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