Piazza Dante, caffè letterario ed insicurezza

Piazza Dante, caffè letterario ed insicurezza


E’ questo un periodo storico drammatico per una serie di motivi che stanno cambiando in modo veloce ed importante la società mondiale. La crisi economica, l’incapacità europea di dare risposte, la Brexit ed i suoi effetti, i flussi migratori di nuova generazione che stanno cambiando la cartina geopolitica mondiale. Ciò viene purtroppo peraltro accompagnato, sempre più spesso, da fenomeni di razzismo inaccettabili ma sopratutto da intolleranza sempre più dilagante anche tra chi si è sempre reso aperto e disponibile all’integrazione. Uno degli aspetti che peggiora questa situazione è l’incapacità della politica ad affrontare la sempre più dilagante delinquenza che ne deriva. Gli episodi di violenza e pericolo sono ormai anche nella nostra città, un tempo isola felice, all’ordine del giorno. Il parco di piazza Dante è ormai ricettacolo di persone che delinquono con reati di vario genere. Pensiamo ad esempio al divieto di uso di alcol attualmente in vigore e che è regolarmente disatteso. Non ci pare peraltro che nulla sia fatto per, al minimo, requisire l’alcol alle persone che lo utilizzano quotidianamente. Ma il problema purtroppo è molto più grosso visto il fenomeno di spaccio ormai conclamato, cosi come gli episodi di violenza con guerre tra bande di diversa etnia per la conquista della piazza dello spaccio.

In tutto questo si deve inserire una riflessione sulla ristrutturazione della palazzina Liberty, con i relativi investimenti pubblici, ed il suo utilizzo. Certo plaudiamo ad un iniziativa che da slancio ad un serio tentativo di ripristino della legalità, almeno in una piccola porzione della piazza. Abbiamo più volte chiamato a raccolta amici e conoscenti affinché l’esercizio pubblico attivato fosse frequentato il più possibile per allargare l’area di riduzione del degrado esistente. Tuttavia pare che ciò non sia sufficiente, visto l’ultimo episodio di violenza da parte di un balordo ubriaco. Ma non si tratta di un caso isolato. Purtroppo, troppo spesso, i gestori ed i dipendenti sono stati minacciati da persone che ormai sono peraltro conosciute. Non sono singoli individui infastiditi dalla novità “legale” ma un gruppo organizzato che si sta apertamente muovendo con minacce ed atti violenti al fine di garantire la continuazione indisturbata dei reati di spaccio di droga.

Siamo molto preoccupati che questo tentativo di riconquista della legalità nella piazza fallisca. Sarebbe una sconfitta di tutta la città ma anche un fallimento serio ed economico degli investimenti fatti in merito alla palazzina stessa.

Egregio Sindaco, non siamo sicuramente tra coloro che credono nella repressione violenta degli episodi di continua violazione della sicurezza dei cittadini trentini e non, tuttavia non siamo disposti ad accettare che non vi sia alcun tentativo di punire i delinquenti conclamati. La gestione della nostra città sta prendendo una deriva molto pericolosa che sfocia sempre di più in razzismo ed intolleranza. Riteniamo che di questo siano responsabili anche le Autorità che nulla fanno per fermare questo fenomeno.

Con la nostra interrogazione pretendiamo risposte su quali siano le misure che si intendono adottare immediatamente per garantire maggiore sicurezza ai cittadini frequentanti la piazza ed il pubblico esercizio nonché i dipendenti ed i gestori oltre all’edificio stesso. Riteniamo infatti opportuno, come peraltro richiesto dagli stessi esercenti, posizionare un maggior numero di telecamere nell’area circostante, aumentare la vigilanza delle forze dell’ordine sull’area, chiedere un continuo monitoraggio anche con l’uso di cani antidroga per disincentivare l’uso della piazza come area di spaccio. Rimaniamo peraltro basiti nell’apprendere che chi delinque, colto in flagranza di reato, non venga neanche portato in Questura.

Consiglieri comunali M5S Trento
Andrea Maschio
Paolo Negroni
Marco Santini

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