Presidio no TAV del 3 marzo 2026 Consiglio Comunale Trento

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I comitati dei cittadini contro la circonvallazione ferroviaria TAC/TAV hanno avuto un incontro ieri 3 marzo con i capogruppi del Consiglio Comunale di Trento. Hanno protestato fortemente contro il voto del consiglio comunale del 22 gennaio 2026 nel quale è stata respinta la mozione presentata dalle minoranze che impegnava la giunta alla costruzione di barriere idrauliche per fermare il dilagante inquinamento dei terreni di Trento Nord. La delegazione, dopo aver esposto un lungo striscione con scritto: “NON AVETE VOLUTO LE BARRIERE IDRAULICHE: VERGOGNATEVI” è uscita dall’aula.

A seguire c’è stato un partecipato presidio sotto Palazzo Thun. Le parole più ricorrenti sono state VERGOGNA e PROFITTO. Vergogna diretta all’amministrazione comunale e ai consiglieri che si voltano dall’altra parte di fronte a un problema gravissimo fingendo di non rendersi conto dei danni che provocherà lo scavo in quella zona carica di veleni ancora micidiali in grado di provocare malattie di ogni genere. Ma non solo: ci sarà un inquinamento per decenni in tutto il Trentino a causa del trasporto nelle discariche e nelle cave delle terre inquinate che sono rifiuti tossici. Profitto perchè sappiamo tutti qual è il movente di quest’opera dannosa quanto inutile e costosissima.

Sono intervenuti con appelli e discorsi vari attivisti che hanno ripercorso gli ultimi passaggi della lotta contro quest’opera devastante tra cui l’avv. Marco Cianci, Gabriele di Mattarello Attiva, Roberto Chiomento, Fulvio Flammini, Lilia Gottardi e Antonio Marchi. Si sono ricordati altri disastri ambientali come l’Ilva di Taranto, che continua ad inquinare e nel cui stabilimento accadono infortuni mortali.

Al termine è stato divulgato un appello che riportiamo qui sintetizzato:

APPELLO AI CITTADINI E ALLE CITTADINE DI TRENTO.

Ci parlano di “opera strategica”, di progresso e modernizzazione. Ma quale progresso può nascere senza piena trasparenza sui rischi?
A Trento Nord restano le aree contaminate ex SLOI e Carbochimica: un’eredità industriale riconosciuta e mai del tutto sanata. Scavare e movimentare terre in un contesto così delicato solleva domande serie: quali garanzie reali abbiamo sulla dispersione di sostanze inquinanti? Dove finiranno le terre di scavo?
Il Monte Marzola non è solo roccia da perforare: è un equilibrio geologico e idrico complesso. A Trento Sud, le nostre fonti d’acqua sono un patrimonio vitale. Alterare questi equilibri significa mettere a rischio ciò che non può essere sostituito.
Non è una battaglia contro il treno. È una richiesta di chiarezza, analisi indipendenti e applicazione concreta del principio di precauzione. La salute pubblica e l’ambiente vengono prima dei cronoprogrammi.
Non siamo sudditi da rassicurare, ma cittadini che chiedono responsabilità.
Prima la vita, poi le opere.
#Trento
#SalutePubblica
#DifendiamoIlTerritorio


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