Trento e il rischio ambientale: tra scavi del by-pass e progetto dell’inceneritore

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By-pass e inceneritore: due spade di Damocle su Trento.

Due spade di Damocle sono sospese sopra la città di Trento e la sua periferia: il by-pass ferroviario e l’inceneritore. Non sappiamo quando cadranno, ma il timore è che a pagarne le conseguenze siano soprattutto i cittadini.

Per il momento il by-pass ferroviario langue. Le frese che avrebbero dovuto entrare in funzione già nel luglio 2025 non sono ancora pronte e si parla ora di un ulteriore rinvio al prossimo autunno. Alla base dello slittamento c’è un contenzioso aperto al TAR tra il Consorzio Tridentum e il committente RFI, perché nel frattempo i costi dell’opera sono lievitati e il Consorzio chiede che vengano riconosciuti.

Le frese previste erano quattro: due destinate allo scavo della galleria a sud e due a nord. Tuttavia, mentre a sud i lavori sono a buon punto, a nord sono quasi fermi a causa del sequestro dei terreni inquinati che verrebbero portati alla luce durante gli scavi.

Per questo si sta valutando di partire solo con due frese, quelle a sud, in attesa — probabilmente — di trovare il modo di superare anche il problema del sequestro. Il tutto, secondo i critici, alla faccia della salute dei trentini.

E mentre il dibattito sembra concentrarsi più sulle questioni economiche che sui problemi di salute pubblica, la giunta Fugatti ha deciso di mettere altra carne al fuoco lanciando la proposta di costruire un inceneritore nell’area della discarica di Ischia Podetti.

Una proposta fortemente contestata da 18 associazioni ambientaliste riunite nel fronte “No inceneritore”. Secondo queste associazioni — e per stessa ammissione della Provincia — sarebbe possibile recuperare ancora il 17,2% del rifiuto indifferenziato, arrivando così all’85% di raccolta differenziata, includendo anche rifiuti sanitari e ingombranti.

In questo scenario il rifiuto indifferenziato si ridurrebbe a 18.775 tonnellate all’anno. Un dato molto lontano dalle 100.000 tonnellate annue che un inceneritore dovrebbe bruciare per funzionare a pieno regime.

Una situazione che fa quasi sorridere, se non fosse seria. Vale infatti la pena ricordare che non molti anni fa era proprio il Carroccio a contestare la costruzione dell’impianto, allora sostenuta dal centrosinistra.

Insomma, se dovessero partire gli scavi del by-pass e se venisse realizzato anche l’inceneritore a Ischia Podetti, nell’area di Trento nord potrebbe crearsi una vera e propria bomba ecologica, capace di rendere la zona sempre più difficile da vivere senza mettere seriamente a rischio la salute dei cittadini.

a cura del Comitato di Redazione


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