Degasperi: «De profundis per l’orso in Trentino. Il consiglio provinciale consentirà anche l’abbattimento dei plantigradi»

Degasperi: «De profundis per l’orso in Trentino. Il consiglio provinciale consentirà anche l’abbattimento dei plantigradi»

Ridurre il numero di orsi in Trentino. È questo l’impegno votato dal consiglio provinciale che prevede la “definizione di misure per la tutela dell’incolumità dei cittadini e coinvolgimento dei sindaci sulle problematiche inerenti alla presenza dell’orso sul territorio” con l’unico voto contrario di Degasperi. L’intervento del portavoce pentastellato in consiglio va a toccare tutti i punti dolenti della questione ricordando che, secondo il progetto Life Ursus, l’orso doveva distribuirsi su tutto l’arco alpino. Dal momento che i dati forniti dimostrano il contrario, come mai non si è intervenuti in questo? Il protocollo del progetto, continua il consigliere, prevedeva che quando un animale diventa eccessivamente confidente e si avvicina ai centri abitati si devono attuare misure di dissuasione. Come mai quindi queste non sono state adottate considerando l’assicurazione fornita che i 30 forestali addetti ne conoscevano esattamente la localizzazione? Degasperi lamenta poi la totale mancanza di un’adeguata informazione su come è fattivamente possibile la convivenza tra l’uomo e l’orso… a parte quella di mettere i cartelli di pericolo nei boschi. Il consigliere proseguendo pone domande scomode come: Dove sono i corridoi di passaggio previsti dal protocollo? Perché non sono stati coinvolti i territori vicini (Lombardia e Veneto) come previsto dal progetto? Si chiede infine come mai si intende ridurre la presenza dell’orso se le ricerche fatte prima di avviare Life Ursus avevano previsto come soglia minima per la riuscita del progetto di raggiungere esattamente il livello attuale (40-60 orsi). Per tutte queste ragioni manca principalmente una vera e seria assunzione di responsabilità per quanto accaduto in risposta anche alle motivazioni addotte dal giudice che riguardo all’uccisione dell’orsa Daniza afferma che “è mancato un adeguato approccio” e che “la morte del plantigrado è dovuta ad un impropria gestione non essendosi saputo contrastare un effetto collaterale possibile studiato in letteratura. Dopo l’approvazione della mozione, che chiede la riduzione del numero di orsi, passata con 31 voti a favore compresi i 10 della minoranza, Degasperi commenta: “Aggiungendo la possibilità dell’abbattimento del plantigrado come metodo per la riduzione degli stessi, sembra far ipotizzare che questa pratica sarà preferita alle altre possibili come quella della cattura e della sterilizzazione. Così dopo aver speso molti soldi dei contribuenti per introdurre l’orso, ora la provincia aprirà la caccia alla sua uccisione. Passata la moda dell’orso “vivo” che andava pochi anni fa, si va verso il modello “Muse” dell’orso “imbalsamato”.

Ufficio Stampa
M5S Trentino

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