Orsi in trentino: politica gestionale incapace e delirante.

Orsi in trentino: politica gestionale incapace e delirante.

Diffida dei portavoce parlamentare Bernini, Busto, Gagnarli, De Rosa, Terzoni. Richiesta udienza urgente del ministro dell’ambiente Galletti in commissione.

Il Progetto Life Ursus, nato nel 1999 con la reintroduzione di circa dieci orsi provenienti dall’est Europa e con l’obiettivo di ripopolare le montagne trentine da cui il plantigrado era scomparso. Da quella data, il progetto LIFE, finanziato con cospicui fondi dell’UE e dello Stato, gli orsi sono tornati a vivere e a riprodursi, ma a farne tragicamente le spese sono stati gli orsi stessi. I presupposti per la reintroduzione non sono mai stati adeguatamente valutati e non si è mai lavorato in modo efficace per la riduzione del conflitto.

Le recenti minacce contro gli orsi, le azioni prospettate dalla Provincia e i pareri del funzionario responsabile dell’Ispra dott. Genovesi che, vale la pena rammentarlo, fu riconosciuto responsabile in via definitiva per maltrattamento e uccisione animale, sono del tutti inaccettabili per un Paese civile.

Per questa ragione il Portavoce Parlamentare pentastellato On Paolo Bernini congiuntamente all’On. Chiara Gagnarli, all’On. Mirko Busto, On. Massimo De Rosa e all’On. Patrizia Terzoni hanno indirizzato una ulteriore diffida al Presidente della Provincia di Trento e ai tre Ministri competenti: Galletti (Ambiente), Lorenzin (Salute) e Martina (Politiche Agricole).

«La scellerata quanto inadeguata gestione del progetto che ha esitato in drammatici dati visto che ad oggi gli orsi morti (accertati) sono 19 di cui 10 uccisi dall’uomo e tra questi 5 per mano della Provincia di Trento e della Forestale Provinciale in operazioni di cattura, 17 quelli non rilevati geneticamente, 2 emigrati e 2 ricatturati e costretti a vivere in cattività.Nel 2013, M2 è stato ucciso da un bracconiere e forse anche M11- potrebbe aver avuto la stessa sorte. Mentre M13, invece, è stato ucciso dalle autorità elvetiche. Il caso di Daniza, di cui attendiamo gli esisti giudiziari è incommentabile. L’uccisione di una femmina che aveva ancora i suoi cuccioli da gestire (le mamme vivono insieme ai cuccioli anche fino ai 3-4 anni) resterà alla storia come uno degli atti più gravi, vili e cruenti di questo progetto che ha precisi responsabili. Questi dati raccapriccianti mostrano in modo evidente come la Provincia di Trento e i responsabili del progetto non siano in grado di operare con la priorità di garantire la tutela dei plantigradi per quanto previsto dalla normativa vigente e dalle finalità del progetto. Anche in considerazione del fatto che questa specie particolarmente protetta appartiene al Patrimonio Indisponibile dello Stato, non si comprende il totale silenzio del Ministro dell’Ambiente che, più volte sollecitato ad un incontro diretto, non ha avuto nemmeno la cortesia di rispondere.» – dichiara il Portavoce Parlamentare pentastellato On. Paolo Bernini che prosegue: «Tale problematica per noi non va in vacanza e per questo vigileremo grazie al Movimento cinque stelle sul territorio.
E con la ripresa delle attività della Commissione Ambiente, attendiamo il Ministro Galletti, da noi convocato urgentemente, al quale sarà necessario rammentare i suoi compiti e le normative vigenti. Inoltre è doveroso evidenziare che il Presidente della Provincia, i Sindaci e chiunque ricopra una carica istituzionale non può in alcun modo avocare a sé diritti inesistenti e minacciare l’uso delle armi e l’affermazione della giustizia personale. La presenza degli orsi non può essere utilizzata come fonte di attrazione turistica e come motivo di ingresso di fondi nelle casse provinciali (di cui abbiamo chiesto informazioni e resoconti). Come gli altri animali, gli orsi sono esseri senzienti a cui dobbiamo tutela, rispetto, diritti e la presenza e la capacità di adattamento di questa specie dimostra la ricchezza della biodiversità del nostro Paese che invece è distrutta proprio da chi dovrebbe proteggerla»

Ufficio Stampa
M5S Trentino

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